L’ultimo viaggio di Ibrahima verso il Senegal: la comunità si mobilita per la famiglia

Dopo la morte del quindicenne coinvolto nell’incidente di Luzzana, avviata una raccolta fondi per sostenere il rimpatrio della salma e i funerali nel Paese d’origine

raccolta fondi

Il dolore per la scomparsa di Ibrahima Ndaw continua a unire familiari, amici e membri della comunità senegalese della Bergamasca. Il ragazzo di 15 anni, deceduto all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dopo il grave incidente avvenuto a Luzzana, verrà sepolto in Senegal, nella terra d’origine della sua famiglia.

Nella casa dei Ndaw, da quando è arrivata la tragica notizia della morte del giovane, si susseguono visite e attestati di vicinanza. Parenti, compagni di scuola, amici e connazionali stanno condividendo il dolore di una perdita che ha profondamente colpito non solo la famiglia, ma l’intera comunità senegalese presente sul territorio bergamasco.

Ibrahima lascia quattro fratelli e sorelle, di età compresa tra i 5 e i 20 anni. Attualmente la salma si trova ancora nella camera mortuaria dell’ospedale di Bergamo, in attesa delle procedure necessarie per il trasferimento nel Paese africano.

La famiglia ha scelto di riportare il ragazzo a Sedhiou, nella regione sudoccidentale del Senegal, da cui provengono i genitori. Qui verranno celebrati i funerali secondo il rito musulmano e Ibrahima riposerà accanto alle proprie radici familiari.

Il padre Moussa Ndaw ha raccontato come in queste ore numerose persone abbiano voluto manifestare il proprio affetto e la propria vicinanza. La rete di solidarietà che si è creata attorno alla famiglia sta offrendo un sostegno concreto in un momento particolarmente difficile, dimostrando il forte legame che il giovane aveva costruito nel corso degli anni.

Per affrontare le spese necessarie al rimpatrio della salma, la comunità senegalese della Bergamasca ha avviato una raccolta fondi. Il trasferimento di una salma all’estero comporta infatti costi elevati e procedure complesse, che richiedono il coinvolgimento di associazioni e organismi specializzati.

«Ci aiuterà la nostra associazione e tante persone si stanno facendo avanti per darci una mano», ha spiegato il padre del ragazzo, evidenziando la generosità dimostrata da amici, conoscenti e connazionali.

L’iniziativa solidale punta a consentire alla famiglia di accompagnare Ibrahima nel suo ultimo viaggio verso il Senegal, rispettando la volontà dei genitori e le tradizioni religiose e culturali della comunità di appartenenza.

Nato a Calcinate nel febbraio 2011, Ibrahima era cresciuto nella provincia bergamasca. Aveva frequentato la scuola dell’infanzia a Ciserano e successivamente parte della scuola primaria, prima del trasferimento della famiglia a Pedrengo, dove aveva completato il percorso scolastico elementare e proseguito gli studi.

La sua storia era quella di molti giovani cresciuti tra due culture. Pur vivendo in Italia fin dalla nascita, aveva mantenuto un forte legame con il Senegal e con le origini della propria famiglia, considerandole una parte fondamentale della propria identità.

La mobilitazione nata dopo la sua scomparsa testimonia il segno lasciato dal ragazzo nelle persone che lo hanno conosciuto. Un affetto che continua a manifestarsi attraverso messaggi di cordoglio, visite alla famiglia e gesti concreti di solidarietà destinati a sostenere il rientro della salma nel Paese d’origine.

In attesa dei funerali, la comunità resta stretta attorno ai familiari, condividendo il dolore per una perdita che ha colpito profondamente il territorio e quanti avevano avuto modo di conoscere e apprezzare il giovane Ibrahima.

Redazione

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