La segnalazione di emergenza
Sul gruppo facebook “Sei di Bergamo Se…”, Silvia Maroni racconta:
“Scrivo questo per quello che è successo poco fa e per l’assoluta indifferenza di chi dovrebbe tutelare la sicurezza pubblica e gli animali. Il mio compagno ha trovato un pavone in mezzo alla rotonda della circonvallazione (C6) a Curno. L’animale, visibilmente spaventato, ha attraversato la strada più volte rischiando di essere travolto e di causare un grave incidente stradale”.
L’intervento spontaneo dei cittadini
Silvia continua:
“Decine di persone ferme a guardare la scena divertite, a scattare foto e a registrare video con i telefonini invece di dare una mano. Ma che problemi avete?! Fortunatamente non tutti sono così. Una signora che abita lì vicino ha visto la scena e ha aiutato il mio compagno a mettere in sicurezza il pavone, riuscendo a chiuderlo temporaneamente nel suo giardino”.
Il tentativo di contattare le autorità
Di fronte a questa emergenza, il compagno di Silvia ha agito prontamente:
“Davanti a questa situazione di emergenza, il mio compagno è dovuto scendere dall’auto, assentandosi un’ora dal lavoro, per proteggerlo e cercare di indirizzarlo sul marciapiede. Nel frattempo ha attaccato il telefono e ha chiamato:
- Vigili del Fuoco
- Polizia Locale
- WWF”.
La reazione delle istituzioni
Il risultato, secondo Silvia, è stato deludente:
“Risultato? Il solito rimpallo di responsabilità. Alcuni hanno risposto che ‘non era di propria competenza’. Qualcuno ha liquidato la cosa dicendo che è un animale domestico, non tocca a noi, qualcun altro ha addirittura risposto che il destino farà il suo corso. Ma stiamo scherzando? C’era un animale in pericolo di vita in mezzo a una strada”.
Le conseguenze e la riflessione finale
Infine, Silvia sottolinea la problematica rimasta irrisolta:
“La signora non può ovviamente tenere il pavone nel suo giardino a lungo. Visto che le autorità competenti (Vigili del Fuoco e Polizia Locale in primis) hanno deciso di ignorare il problema, cosa dobbiamo fare? Chi possiamo contattare che risponda davvero?”. Tra le risposte dei lettori che hanno commentato l’episodio, pochi suggerimenti: la Lega Italiana Protenzione Uccelli, l’Ente Nazionale Protezione Animali, l’Oasi CRAS di Valpredina e i Carabinieri Forestali.
Il precedente al Polaresco
Tra i membri del gruppo, Marta Tavola rievoca un precedente mettendolo a confronto con l’emergenza di Curno. “Stesso problema, si è stabilito sabato scorso da noi alla cascina Polaresco e da stamattina è sparito; abbiamo chiamato chiunque ed è venuto solo un veterinario che avrebbe mandato i suoi colleghi a recuperarlo ma poi non è più venuto nessuno. Avevano trovato un allevatore a Urgnano disposti a tenerlo”.


Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.