Bergamo e valli: quattro giornate di confronto scientifico e territoriale
Si è conclusa a Bergamo e nelle sue valli la tappa alpina del Forum nazionale promosso dal gruppo di lavoro “Montagna/Montagne: dinamiche e narrazioni” dell’Associazione dei Geografi Italiani.
L’iniziativa è stata promossa dalla professoressa Federica Burini, Università degli studi di Bergamo, nell’ambito di OrobieLab, insieme alla professoressa Monica Meini, Università degli studi del Molise, che ha ospitato la prima tappa a maggio.
Il Forum ha portato sul territorio un confronto nazionale sul futuro delle aree montane, mettendo in dialogo ricerca scientifica, istituzioni, enti territoriali, comunità locali, associazioni, imprese e soggetti attivi nella cura e valorizzazione dei territori. Sono stati coinvolti oltre 60 relatori, 35 enti e istituzioni e 12 università con diversi gruppi di ricerca.
Il cuore del dibattito: abitabilità generativa e nuove letture della montagna
Al centro delle quattro giornate è emerso il tema dell’abitabilità generativa, intesa come capacità dei territori montani di produrre condizioni nuove di vita, lavoro, relazione, cura del patrimonio, servizi e progettualità condivise.
Non più montagne come aree fragili o marginali, ma come paesaggi di eccezionalità ambientale, produttiva, culturale e sociale, capaci di generare conoscenze, alleanze e modelli territoriali utili ad affrontare le trasformazioni climatiche, sociali, economiche e culturali che coinvolgono anche città, aree periurbane, collinari e di pianura.
Le tappe del Forum tra Astino e le valli bergamasche
Il Forum si è aperto giovedì 18 giugno al Complesso di Astino, con una sessione dedicata al patrimonio naturalistico e culturale tra memoria e sfide globali.
Venerdì 19 giugno la riflessione si è spostata in Valle Brembana, dove il confronto sull’abitare i paesaggi montani ha intrecciato saperi territoriali, produzioni locali, reti storiche e pratiche di cura.
Sabato 20 giugno la Valle Seriana ha ospitato la sessione “Montagne oltre la neve”, dedicata al futuro delle aree montane di fronte al cambiamento climatico e alla crisi dei modelli turistici basati sulla neve.
Domenica 21 giugno la conclusione si è svolta in Valle di Scalve, con l’incontro di co-progettazione “Verso quali strategie condivise per le montagne italiane?”.
Un metodo itinerante per superare il convegno tradizionale
L’impostazione itinerante ha permesso di superare la forma tradizionale del convegno, portando il dibattito direttamente nei luoghi in cui le questioni della montagna si manifestano concretamente.
Il confronto ha attraversato paesaggi agro-silvo-pastorali, infrastrutture della mobilità, patrimoni naturalistici e culturali, sistemi turistici in trasformazione ed esperienze di co-progettazione delle comunità locali.
Un nuovo metodo per il futuro delle montagne italiane
Dal Forum di Bergamo emerge una proposta di metodo basata su ricerca-azione, co-progettazione e ascolto diretto delle comunità dei territori.
Si propone l’attivazione di Laboratori di Cooperazione Territoriale tra territori montani e un appuntamento annuale itinerante tra Alpi, Appennini e altre montagne europee o internazionali, insieme a comunità, dottorandi e studenti.
Il Forum evidenzia inoltre la necessità di un approccio inter-ateneo, transdisciplinare, itinerante e transgenerazionale, capace di mettere in relazione università, istituzioni, comunità e territori.
Le posizioni in campo su Alpi e Appennini
UniBg: “Nuovi paradigmi per lo sviluppo”
Professoressa Federica Burini, Università degli studi di Bergamo:
“Questo Forum, organizzato in due tappe tra gli Appennini e le Alpi, ci ha insegnato un nuovo paradigma per affrontare ricerche, progetti, politiche per lo sviluppo della montagna italiana. Dobbiamo lavorare insieme, ricercatori, istituzioni e comunità, nei territori montani, per avviare strategie volte ad un’abitabilità generativa. Dobbiamo avere il coraggio di abbandonare vecchi metodi e approcci ed impostare i nostri prossimi passi all’insegna di questo metodo di lavoro”.
Dal Molise: “Aree diverse, bisogni comuni”
Professoressa Monica Meini, Università degli studi del Molise:
“Il Forum ‘Insieme per le montagne. Dagli Appennini alle Alpi’ ha pienamente dimostrato il suo potenziale attraverso le esperienze svolte nelle valli bergamasche. L’ascolto reciproco e il confronto su casi di studio significativi hanno confermato l’esistenza di bisogni e dinamiche comuni alle aree montane italiane, pur nella specificità dei vari territori. È a partire da questi bisogni che il Forum dell’Associazione dei Geografi intende proiettare la propria azione, per accompagnare le comunità delle montagne in un percorso consapevole che le aiuti a mettersi in rete per immaginare e costruire un futuro di abitabilità generativa”.
Da Oviedo: “Cultura territoriale e generosità”
Professor Juan Sevilla, Universidad de Oviedo:
“Este Fórum es la expresión óptima de la preocupación y el esfuerzo de la universidad pública y de la ciencia geográfica por actuar en el territorio y compartir uno de sus bienes más preciados: la transferencia, el conocimiento al servicio de la sociedad para un desarrollo razonable en montañas con recursos preciosos y una imagen prestigiosa, pero perjudicadas por las dinámicas de cambio global. Orobie Lab, la Universidad de Bergamo y el Grupo de las Montañas de la AGEI y los actores locales se unen por la Montaña en un ejemplo sobresaliente de cultura territorial y generosidad”.
Bani: “UniBg punto di riferimento”
Professoressa Elisabetta Bani, Università degli studi di Bergamo:
“Il Forum ‘Insieme per le Montagne’ ha confermato il ruolo dell’Università degli studi di Bergamo come punto di riferimento capace di mettere realmente in dialogo ricerca, istituzioni, associazioni e comunità locali, valorizzando l’apporto di discipline diverse per affrontare le sfide dei territori montani. Particolarmente significativi sono stati anche i momenti informali di confronto, come il racconto delle esperienze delle cooperative della Valle di Scalve condiviso con docenti e ricercatori provenienti da università italiane e straniere presenti a Vilminore, che hanno reso concreta la dimensione partecipativa e collaborativa del Forum”.
I dottorandi di Bergamo: “Ricerca, confronto e scambio”
Francesco Antonelli, Alice Bassanesi, Jacopo Daldossi, Sara Invernizzi, Mikel Magoni, dottorandi del comitato organizzatore dell’Università degli studi di Bergamo:
“il Forum ha rappresentato un’esperienza particolarmente stimolante, sia sul piano logistico sia su quello contenutistico, trattandosi di un evento itinerante nelle valli orobiche dedicato alla montagna. Le quattro giornate sono state anche un’occasione preziosa di confronto e scambio tra ricercatori: ciascuno di noi porta avanti ricerche aperte ed è legato, per ragioni di lavoro, vita e studio, agli specifici contesti vallivi attraversati dal Forum. Questo ha reso possibile non solo condividere con docenti e ricercatori provenienti da università italiane e straniere, amministratori e rappresentanti delle istituzioni locali, i nostri percorsi di ricerca nei territori montani, ma anche conoscere più da vicino i territori e le ricerche dei colleghi, rafforzando il dialogo tra esperienze, luoghi e prospettive diverse”.
Dal Molise: “Sguardo focalizzato e trasversale”
Giovanna Sebastianelli, Università degli studi del Molise:
“Questo incontro è stato importante perché propone una lettura che va oltre gli Appennini e le Alpi, con uno sguardo duplice: sia focalizzato, sia trasversale. Sono momenti importanti anche per i ricercatori più giovani. L’auspicio per il futuro è proprio quello di lasciare spazio al dibattito e al confronto, che può portare anche noi giovani ricercatori a dare il nostro apporto e a confrontarci con i territori, le comunità e gli attori locali. Il dialogo può continuare, anche perché ci sono elementi comuni che si possono analizzare da prospettive diverse: questo è il beneficio del confronto”.

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