Traffico illecito di rifiuti tessili: sequestrata discarica abusiva a Spirano

I carabinieri Forestali di Brescia hanno scoperto un capannone con 925 tonnellate di scarti tessili. L'indagine della Direzione distrettuale antimafia ipotizza un vasto sistema di smaltimento illecito che coinvolgerebbe diverse regioni del Nord Italia.

 Un capannone trasformato in discarica abusiva con 925 tonnellate di rifiuti tessili è stato sequestrato a Spirano nell’ambito di una vasta indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Brescia su un presunto traffico illecito di scarti di lavorazione.

Secondo gli investigatori, il sito bergamasco faceva parte di un sistema più ampio che avrebbe consentito lo smaltimento irregolare di oltre 26mila tonnellate di rifiuti tessili, provenienti in larga parte dalla Toscana e successivamente riclassificati come materia prima recuperata.

Sequestri per 12 milioni di euro

L’operazione ha portato al sequestro della società Ri.Te.Ca di Desenzano del Garda, di una flotta di autocarri utilizzata per il trasporto dei materiali e di disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 12 milioni di euro.

Secondo l’impianto accusatorio, il gruppo ritirava grandi quantità di scarti tessili a prezzi competitivi e, senza effettuare le operazioni previste dalla normativa, li avrebbe classificati come materiale recuperato (“End of Waste”), destinandoli invece allo stoccaggio in numerosi capannoni industriali.

Nel mirino anche la Bergamasca

Oltre al capannone già sequestrato a Spirano, le indagini avrebbero evidenziato l’interesse del gruppo per altri immobili situati a Stezzano e Tavernola, che secondo gli investigatori avrebbero potuto essere utilizzati come ulteriori siti di deposito illecito.

Le informazioni emergono anche da intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte nel corso dell’inchiesta.

Venti persone indagate

L’indagine coinvolge complessivamente una ventina di persone. Tra gli indagati figura anche un 61enne di origini siciliane residente a Strozza, amministratore di una società che, secondo l’accusa, avrebbe gestito il capannone di Spirano dove erano state accumulate le 925 tonnellate di rifiuti.

Le accuse sono al vaglio dell’autorità giudiziaria e dovranno essere verificate nel prosieguo del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza degli indagati.

Secondo la ricostruzione della Procura, il presunto sistema avrebbe interessato 15 capannoni distribuiti in nove province tra Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte, utilizzati per stoccare gli scarti tessili senza il rispetto delle procedure previste dalla normativa ambientale.

Redazione

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