A Bergamo si intensificano i controlli sui monopattini elettrici dopo l’entrata in vigore delle nuove disposizioni del Codice della Strada, operative dal 16 maggio. Nel secondo trimestre del 2026 sono state elevate 128 sanzioni, segno di un’attività di vigilanza sempre più serrata sul rispetto delle regole della micromobilità urbana.
Le nuove norme prevedono obblighi stringenti per i conducenti, tra cui targa identificativa, casco obbligatorio, assicurazione e limite di velocità fissato a 20 km/h, misure che hanno modificato in modo significativo la circolazione dei monopattini in città.
Parallelamente è aumentata anche l’attività operativa della polizia locale. I servizi dedicati sono passati da 3 ad aprile a oltre 30 tra maggio e giugno, con un totale di circa 150 ore di controlli sul territorio e un numero crescente di conducenti verificati, fino a raggiungere 60 controlli nel solo mese di giugno.
Per il mese di luglio è stata già pianificata una nuova fase di monitoraggio, con almeno 11 turni dedicati al controllo dei monopattini e dei velocipedi, integrati stabilmente nei turni ordinari diurni e serali. L’obiettivo è garantire una copertura costante del territorio e prevenire comportamenti irregolari.
Tra le principali criticità segnalate dalle istituzioni figura il fenomeno delle manomissioni tecniche dei dispositivi, con modifiche ai software o ai motori per aumentare la velocità oltre i limiti consentiti. Una pratica che, secondo gli operatori, trasforma di fatto i monopattini in veicoli non autorizzati e potenzialmente pericolosi.
In questi casi, le verifiche possono essere effettuate direttamente su strada tramite strumenti di rilevazione della velocità oppure, nei casi sospetti, presso officine autorizzate. Se le alterazioni vengono confermate, oltre alle sanzioni previste, è possibile procedere al sequestro del mezzo e al deferimento all’autorità giudiziaria, con l’equiparazione del veicolo a un ciclomotore irregolare.
Il tema ha acceso anche il confronto politico in Consiglio comunale. La consigliera di Fratelli d’Italia Cristina Laganà ha sollevato dubbi sulla gestione delle priorità operative della polizia locale, chiedendo una revisione dell’organizzazione dei controlli e richiamando episodi di presunti mancati interventi in occasione di violazioni.
Di segno opposto la replica dell’assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni, che ha difeso l’attuale pianificazione, sottolineando come i controlli siano distribuiti in modo capillare e integrato. Secondo l’assessore, il sistema prevede verifiche anche nelle ore serali e notturne, con presidi nelle aree sensibili come Città Alta, Colle Aperto e viale Papa Giovanni XXIII.
Angeloni ha inoltre evidenziato che anche gli eventi di grande richiamo vengono gestiti con personale dedicato senza ridurre l’attività ordinaria di controllo. L’obiettivo dichiarato resta quello di evitare “zone di impunità” e garantire una vigilanza costante su tutto il territorio urbano.
Il dibattito conferma quindi una fase di transizione nella gestione della mobilità leggera, sempre più regolamentata e soggetta a controlli, in un contesto urbano dove sicurezza stradale e nuove forme di trasporto restano al centro dell’agenda politica.
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E i riders che passano costantemente con i rossi?