Una richiesta su cinque supera le scadenze
Il sistema sanitario della Bergamasca registra segnali di miglioramento nella gestione delle liste d’attesa, anche se permane una criticità: ottenere una visita specialistica o un esame diagnostico attraverso la sanità pubblica in tempi rapidi continua a rappresentare una difficoltà per molti cittadini.
Secondo i dati presentati in Commissione Sanità del Pirellone, circa una richiesta ogni cinque non rispetta le tempistiche previste per alcune classi di priorità. Le prescrizioni con priorità B (Breve) devono essere soddisfatte entro 10 giorni, mentre quelle con priorità D (Differibile) prevedono un limite di 30 giorni per le visite e di 60 giorni per gli accertamenti strumentali.
La provincia di Bergamo tra le migliori in Lombardia
Il quadro illustrato da Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare, durante l’audizione davanti alla Commissione Sanità regionale, ha evidenziato una crescita delle prestazioni erogate nei tempi stabiliti.
Il monitoraggio aggiornato al 15 luglio ha rilevato che nell’area dell’Ats di Bergamo il 79% delle prestazioni con priorità B viene garantito entro i termini previsti. Questo risultato colloca il territorio bergamasco al terzo posto in Lombardia, dietro all’Ats di Milano, con l’81%, e all’Ats di Brescia, con l’82%.
Per le prestazioni con priorità D, invece, la percentuale raggiunge l’80%, valore che rappresenta il miglior risultato regionale.
Rispetto alla rilevazione del 10 marzo, la provincia di Bergamo ha registrato un incremento di 10 punti percentuali per la classe B e di 6 punti percentuali per la classe D.
Bertolaso: il percorso positivo della sanità regionale
I dati utilizzati per la valutazione sono stati certificati dall’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), come spiegato da Bertolaso, che ha sottolineato il miglioramento ottenuto dal sistema sanitario lombardo.
L’assessore regionale ha dichiarato che gli interventi proseguono nelle aree dove i risultati risultano inferiori alle aspettative e ha evidenziato che il percorso di crescita non si è concluso.
Secondo Bertolaso, ulteriori miglioramenti arriveranno attraverso una cabina di regia più efficiente, il completamento del Cup unico e l’apertura delle agende delle strutture sanitarie.
Cup unico, entro fine anno il completamento del progetto
Durante l’audizione è stato affrontato anche il tema del Cup unico, la piattaforma digitale pensata per unificare le agende di ospedali e ambulatori pubblici e privati.
Bertolaso ha confermato che l’obiettivo resta completare l’intera operazione entro la fine dell’anno. Attualmente il sistema coinvolge 21 enti pubblici e 12 strutture private accreditate in tutta la Lombardia.
Il 74% delle prestazioni offerte dagli enti pubblici risulta già prenotabile attraverso strutture collegate al Cup unico.
Le strutture bergamasche nella nuova piattaforma
In provincia di Bergamo il passaggio al nuovo sistema è già stato completato dall’Asst Bergamo Est e dall’Asst Bergamo Ovest. Nel mese di ottobre è previsto l’ingresso dell’Asst Papa Giovanni XXIII.
Per quanto riguarda il settore privato accreditato, il collegamento ha interessato la Diagnostica Comunian di Gorle. Nei prossimi mesi il programma coinvolgerà anche le sedi territoriali di Humanitas e del Gruppo San Donato.
L’assessore Bertolaso ha spiegato che negli ultimi mesi il progetto ha registrato una crescita significativa. Il lavoro tecnico è proseguito anche nei mesi estivi, consentendo il completamento del passaggio dell’Ospedale Niguarda.
L’integrazione con le strutture private continua, nonostante le differenze nei sistemi di prenotazione e nelle modalità organizzative rispetto al settore pubblico. Secondo l’assessore, gli operatori privati stanno progressivamente adeguandosi alle esigenze della programmazione regionale.
L’opposizione: più coinvolgimento dei privati convenzionati
Sul tema del Cup unico è intervenuto anche Davide Casati, consigliere regionale del Partito Democratico, che ha definito centrale l’adesione alla piattaforma per garantire maggiore trasparenza e una migliore pianificazione sanitaria.
Secondo Casati, la condivisione completa delle agende permette alla Regione Lombardia di verificare quali prestazioni vengono realmente messe a disposizione dalle strutture e di introdurre eventuali correzioni sulla base dei bisogni sanitari dei cittadini.
Il consigliere regionale ha riconosciuto i progressi compiuti, ma ha evidenziato un ritardo nell’adesione delle strutture private convenzionate rispetto alle Asst pubbliche.
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