Un incendio boschivo ha interessato il Canto Basso, sopra Nese, nel territorio bergamasco, durante il primo pomeriggio di mercoledì 12 agosto. Le fiamme hanno percorso una superficie di circa tre ettari tra bosco ceduo e terreni incolti, richiedendo un rapido intervento delle squadre specializzate e il supporto di due elicotteri.
La presenza del forte vento ha contribuito alla propagazione del fuoco, aumentando il rischio che l’incendio potesse raggiungere una porzione più estesa della montagna. L’intervento tempestivo delle squadre dell’Antincendio boschivo ha però consentito di limitare l’avanzata delle fiamme.
La colonna di fumo generata dal rogo è risultata visibile anche da lontano. Le immagini provenienti dalla webcam installata nella zona del Canto Alto, a oltre 1.100 metri di quota, hanno documentato chiaramente la presenza del fumo sul versante.
Quindici volontari impegnati contro le fiamme
Sul Canto Basso sono entrati in azione 15 volontari Aib della Valle Seriana e del Parco dei Colli, impegnati direttamente sul terreno per circoscrivere il fronte dell’incendio.
Le operazioni sono iniziate nelle prime ore del pomeriggio. L’allarme è stato segnalato intorno alle 14, mentre le squadre erano già entrate in azione indicativamente dalle 13. Il lavoro dei volontari è proseguito fino alle 16.30 circa, quando la situazione è stata riportata sotto controllo.
Particolarmente importante è risultato il supporto arrivato dal cielo. La Regione Lombardia ha infatti disposto l’impiego di due elicotteri antincendio, decollati rispettivamente dalle basi di Brembilla e Talamona.
I velivoli hanno effettuato ripetuti interventi sulla zona interessata dal rogo, rifornendosi di acqua attraverso le vasche antincendio presenti alla Maresana di Ponteranica.
Il vento ha favorito la propagazione dell’incendio
Uno degli elementi di maggiore criticità è stato rappresentato dalle condizioni meteorologiche. Le raffiche di vento hanno alimentato e spinto le fiamme, rendendo necessario agire rapidamente per evitare che il fronte dell’incendio si allargasse ulteriormente.
La zona del Canto Basso si trova su un’area montuosa che separa la Val Brembana dalla Val Seriana, un territorio caratterizzato da una presenza significativa di vegetazione.
L’azione combinata delle squadre a terra e dei mezzi aerei ha consentito di contenere i danni. Alla conclusione delle principali operazioni, il bilancio indicava circa tre ettari di superficie interessata dal fuoco, comprendenti sia bosco ceduo sia aree incolte.
Siccità e caldo aumentano il rischio incendi
L’episodio arriva in una fase dell’estate caratterizzata da temperature elevate e prolungata siccità , condizioni che aumentano la vulnerabilità delle aree boschive e rendono più facile la propagazione degli incendi.
Il problema assume una rilevanza particolare nella provincia di Bergamo, dove la superficie forestale raggiunge circa 122mila ettari, pari a quasi il 45% dell’intero territorio provinciale.
Sebbene la Bergamasca sia rimasta finora distante dalle emergenze di maggiore portata registrate in altre parti d’Italia, le condizioni climatiche richiedono un livello di attenzione elevato.
La Valle Seriana è inoltre considerata storicamente una delle zone bergamasche maggiormente esposte al rischio di incendi boschivi. La presenza di vaste superfici verdi e le caratteristiche del territorio rendono fondamentale l’attività di monitoraggio soprattutto durante i periodi più secchi.
Fondamentale il presidio dell’antincendio boschivo
L’intervento sul Canto Basso evidenzia ancora una volta l’importanza dell’attività svolta dai volontari Aib. Il loro compito non riguarda esclusivamente lo spegnimento delle fiamme, ma comprende anche prevenzione, controllo del territorio e sorveglianza delle aree maggiormente esposte.
Nel caso dell’incendio sopra Nese, la rapidità della mobilitazione e il contemporaneo utilizzo dei due elicotteri hanno permesso di evitare conseguenze più estese.
Dopo circa tre ore e mezza di operazioni, il fronte dell’incendio è stato contenuto, lasciando comunque sul territorio i segni del passaggio delle fiamme. Il bilancio finale è di circa tre ettari bruciati, mentre l’attenzione sul rischio di nuovi incendi resta elevata alla luce delle condizioni di caldo e siccità che stanno caratterizzando il periodo.
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