Si è svolto a Lovere, sul lago d’Iseo, dal 17 al 19 luglio, il “Lovere Awareness Campus”, progetto promosso dall’Associazione Culturale Olive a pArte ETS insieme alla compagnia PoEM – Potenziali Evocati Multimediali e sostenuto dalla Fondazione della Comunità Bergamasca. La tre giorni, dedicata all’educazione attraverso il teatro, ha coinvolto 28 partecipanti già attivi nel settore teatrale e un pubblico di circa 200 persone provenienti da diverse zone del Nord Italia.
L’iniziativa ha avuto come ospiti principali Gabriele Vacis, regista e pedagogo teatrale tra i più importanti della scena italiana, e Roberto Tarasco, impegnati in un percorso basato sulla pratica della Schiera, conosciuta anche come Respiro comune. Il metodo, sviluppato nell’ambito della pedagogia teatrale contemporanea, punta a rafforzare attenzione, ascolto, consapevolezza corporea e capacità di relazione attraverso il movimento e il lavoro collettivo.
Il campus è nato con l’obiettivo di utilizzare il teatro non soltanto come forma di spettacolo, ma come strumento educativo e di crescita personale e sociale. La proposta ha infatti rivolto il proprio interesse sia a professionisti e appassionati del mondo teatrale, sia a coloro che impiegano le pratiche sceniche in ambiti formativi e sociali.
Durante le giornate di attività, il tema centrale è stato il valore dell’incontro diretto tra le persone, in un periodo storico caratterizzato da una crescente presenza della tecnologia nella vita quotidiana. La capacità di stare insieme nello stesso luogo e nello stesso momento, ascoltando e osservando gli altri, è stata al centro del percorso formativo proposto dagli organizzatori.
Il percorso ha quindi messo al centro un’idea di teatro inteso come esperienza condivisa, capace di creare connessioni attraverso il corpo, la voce e la presenza fisica. La pratica della Schiera o Respiro comune ha rappresentato il principale strumento di lavoro per sviluppare una maggiore percezione di sé e degli altri, attraverso esercizi collettivi basati su ritmo, movimento e coordinamento.
“Il grande punto di incontro tra noi e PoEM è il teatro come pratica: non solo spettacolo dal vivo, ma strumento che può fare del bene. Oggi, in una società piena di schermi e di intelligenza artificiale, il teatro non può essere sostituito, perché è fatto di corpi, di persone che si incontrano in un dato luogo e in un dato momento”, ha aggiunto Tiberio Ghitti.
La partecipazione registrata durante il Lovere Awareness Campus ha confermato l’interesse verso percorsi che uniscono formazione teatrale, educazione e dimensione relazionale. L’iniziativa ha riunito operatori, artisti e persone interessate alle potenzialità del teatro come spazio di confronto e apprendimento condiviso.
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