Il 2026 segna finora una sensibile diminuzione delle vittime della strada tra i bergamaschi, ma all’interno delle statistiche emerge un dato particolarmente rilevante: più della metà delle persone decedute viaggiava in moto. Dal primo gennaio al 25 agosto sono state registrate complessivamente 30 vittime, delle quali 16 motociclisti.
Il confronto con il 2025 evidenzia la riduzione generale. Alla stessa data dello scorso anno i decessi erano già 51, mentre il bilancio definitivo aveva raggiunto quota 71. Considerando il dato dei primi otto mesi, la diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2025 è di circa il 41%.
Parallelamente, però, è aumentata l’incidenza dei motociclisti sul totale. Nel 2025 erano state 21 le persone morte in moto su 71 vittime complessive, poco meno del 30%. Nel 2026 i 16 motociclisti rappresentano invece circa il 53% dei 30 decessi registrati fino al 25 agosto.
Motociclisti, 11 vittime da maggio
La concentrazione degli incidenti mortali sulle due ruote è diventata particolarmente evidente negli ultimi mesi. Da maggio al 25 agosto hanno perso la vita 11 motociclisti e dieci degli ultimi undici incidenti mortali hanno avuto come vittima una persona che viaggiava in moto.
Analizzando il periodo estivo, tutti e quattro gli incidenti mortali registrati a giugno hanno riguardato motociclisti. Lo stesso è accaduto nei due episodi di luglio, mentre ad agosto tre dei quattro incidenti considerati hanno coinvolto mortalmente persone in sella a una moto.
Una concentrazione stagionale che era emersa anche nel 2025, seppure con proporzioni differenti. Nel giugno dello scorso anno erano morti due motociclisti, diventati sei nel mese successivo. Ad agosto 2025, invece, non erano state registrate vittime in moto.
Trenta morti da gennaio al 25 agosto
Come sottolinea L’Eco di Bergamo, la distribuzione mensile dei decessi del 2026 mostra due vittime a gennaio e due a febbraio, seguite dalle cinque di marzo. Ad aprile il numero era salito a sei, mentre maggio e giugno avevano registrato quattro decessi ciascuno. A luglio le vittime erano state due e ad agosto, considerando il periodo analizzato, cinque.
Molto diverso l’andamento del 2025. Gennaio aveva fatto registrare cinque morti e febbraio sette, così come marzo. Ad aprile le vittime erano state quattro, a maggio tre e a giugno sette.
Il momento più critico era arrivato a luglio, con 15 decessi in un solo mese. Ad agosto erano stati due, a settembre sette, a ottobre sei e a novembre altri sette. Dicembre si era invece concluso senza vittime. Il bilancio annuale aveva così raggiunto 71 morti.
Cambiano anche età media e distribuzione per genere. Nel 2026 l’età media delle vittime è di 42 anni, contro i 48 registrati nel 2025. Quest’anno sono morti 24 uomini e sei donne; lo scorso anno erano stati rispettivamente 60 e 11.
Aumenta l’incidenza delle vittime più giovani
Un altro elemento emerge osservando la fascia degli under 30. Nel 2026 11 delle 30 vittime avevano meno di trent’anni, mentre nell’intero 2025 erano state 15 su 71.
Il peso percentuale dei più giovani risulta quindi sensibilmente superiore quest’anno. Sulla base dei numeri indicati, gli under 30 rappresentano circa il 37% delle vittime del 2026, contro poco più del 21% del 2025.
Otto delle trenta persone morte quest’anno erano inoltre bergamaschi coinvolti in incidenti avvenuti fuori dalla provincia di Bergamo. Nel 2025 i casi di questo tipo erano stati 15 sui 71 decessi complessivi.
Il confronto con gli ultimi dieci anni
Se confrontato con i bilanci annuali dell’ultimo decennio, il dato parziale del 2026 rimane inferiore anche ai numeri registrati durante gli anni caratterizzati dalle limitazioni alla mobilità legate alla pandemia.
Nel 2020 le vittime erano state 32, mentre nel 2021 erano state 33. Prima della pandemia, nel 2019, i morti erano stati 59. Nel 2016 erano stati altrettanti, mentre il 2017 si era chiuso con 54 decessi e il 2018 con 68.
Dopo il 2021 il numero era tornato a crescere: 54 vittime nel 2022, 50 nel 2023, 56 nel 2024 e 71 nel 2025. Il confronto con il 2026 dovrà naturalmente attendere la conclusione dell’anno per poter essere effettuato su periodi omogenei.
Sul piano delle residenze, Bergamo rimane il comune maggiormente rappresentato. Nel 2025 sette delle 71 vittime risiedevano nel capoluogo, seguito da Cologno al Serio con quattro e da Castelli Calepio e Gorlago con tre ciascuno. Nel 2026, fino al periodo preso in esame, sei delle trenta vittime risiedevano a Bergamo.
Il quadro dei primi otto mesi restituisce quindi due tendenze differenti: il numero complessivo delle vittime è nettamente inferiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre rimane elevata l’incidenza dei motociclisti. Saranno i prossimi mesi a determinare se la riduzione generale registrata fino al 25 agosto verrà confermata anche nel bilancio definitivo del 2026.
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