Nuove regole e disagi ferroviari: crescono i bonus
Potrebbe essere soprattutto il risultato di un cambiamento delle regole, tornate maggiormente tutelanti per i viaggiatori, ma dietro ai numeri emerge anche la presenza di problematiche periodiche legate alla qualità del servizio ferroviario. Nei primi sei mesi del 2026, sulle linee di Trenord che attraversano la Bergamasca sono stati assegnati complessivamente 14 bonus.
Nello stesso periodo del 2025, invece, gli episodi erano stati soltanto cinque. Un incremento quasi triplicato che, pur evidenziando maggiori criticità operative, permette ai pendolari di ottenere più possibilità di ristoro economico per i disservizi subiti.
I bonus rappresentano infatti gli indennizzi riconosciuti alle singole linee ferroviarie quando l’indice dei problemi supera il limite stabilito dalla normativa.
Come funziona il meccanismo degli indennizzi
Attualmente il bonus scatta quando, nell’arco di un mese, la somma delle cancellazioni totali o parziali e dei ritardi superiori ai 15 minuti supera il 10% delle corse programmate.
Per un determinato periodo le cancellazioni parziali non erano state considerate nel calcolo. Tra gli esempi rientrava un treno Bergamo-Milano che, a causa di un inconveniente, terminava la corsa a Pioltello invece di raggiungere la destinazione finale.
Successivamente Trenord e Regione Lombardia, alla fine di aprile 2025, hanno modificato nuovamente il criterio, reinserendo queste situazioni nel conteggio complessivo.
Il ritorno al precedente sistema ha riportato i dati su livelli simili agli anni passati: tra gennaio e giugno del 2024 i bonus sulle linee bergamasche erano stati 13, due in meno rispetto allo stesso periodo del 2023. La prima metà del 2025 appare quindi come una particolare eccezione rispetto alla tendenza generale.
Giugno: due linee bergamasche sopra la soglia critica
L’ultimo mese analizzato per il 2026 è stato giugno, durante il quale due delle otto linee ferroviarie interessate nella provincia di Bergamo hanno superato il limite previsto.
La Cremona-Treviglio ha registrato un livello di disservizi pari al 10,17%. Secondo quanto spiegato da Trenord, il risultato è stato determinato soprattutto «per gli impatti dello sciopero dell’11 giugno».
La situazione più critica ha riguardato però la Treviglio-Milano Passante-Varese, arrivata al 16,81% di disagi. La causa principale indicata dall’azienda ferroviaria sono state «le temperature elevate che hanno causato irregolarità al materiale rotabile».
Sono rimaste appena sotto la soglia del bonus altre due tratte: la Treviglio-Milano Passante-Novara, con il 9,66%, e la Verona-Brescia-Treviglio-Milano, con il 9,74%.
Il bilancio del semestre: le linee più penalizzate
Nel dettaglio dei primi sei mesi del 2026, la situazione più difficile riguarda due collegamenti che hanno ricevuto quattro bonus ciascuno.
La Cremona-Treviglio ha maturato il diritto all’indennizzo nei mesi di gennaio, febbraio, maggio e giugno.
Lo stesso numero di criticità è stato registrato dalla Treviglio-Milano Passante-Varese, penalizzata nei mesi di gennaio, febbraio, maggio e giugno.
Sul terzo gradino delle tratte più problematiche si trova la Bergamo-Milano via Carnate, che ha accumulato tre bonus nei mesi di gennaio, febbraio e maggio.
Le altre tratte coinvolte e quelle escluse dai bonus
Due episodi di superamento della soglia sono stati registrati dalla Treviglio-Milano Passante-Novara, nei mesi di gennaio e maggio.
Un solo bonus è invece stato assegnato alla linea Verona-Brescia-Treviglio-Milano, nel mese di gennaio.
Finora sono riuscite a evitare gli indennizzi le tratte Lecco-Bergamo-Brescia, Bergamo-Treviglio e Bergamo-Milano via Pioltello.
Quest’ultima rappresenta quindi l’unica direttrice verso Milano che non ha registrato criticità sufficienti per superare la soglia prevista.
Scioperi e problemi tecnici tra le cause dei disservizi
Ogni mese Trenord pubblica un prospetto con le linee che hanno maturato il diritto al ristoro. Il rimborso non viene più applicato automaticamente sotto forma di riduzione dell’abbonamento, ma deve essere richiesto direttamente dal pendolare.
Nei documenti relativi al 2026 emergono come cause più frequenti le conseguenze degli scioperi, spesso concentrati in una o due giornate mensili.
Questi eventi possono generare una lunga sequenza di cancellazioni e ritardi, influenzando il risultato complessivo del mese fino al superamento della soglia del 10% di disservizi.
Gennaio il mese peggiore per le linee bergamasche
Analizzando la distribuzione mensile dei bonus, il periodo più critico è stato gennaio 2026, con ben cinque linee bocciate.
A seguire si trova maggio, con quattro tratte oltre il limite, poi febbraio con tre e infine giugno con due.
Il quadro complessivo evidenzia quindi un aumento delle criticità ferroviarie nella Bergamasca, con alcune linee che continuano a mostrare problemi ricorrenti e altre che, almeno nella prima metà del 2026, hanno mantenuto livelli di servizio sufficienti a evitare il sistema degli indennizzi.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.