Bergamo, tentò di portare via una bimba: per la perizia era incapace di intendere

Il 47enne è accusato del tentato sequestro avvenuto all’Esselunga di via Corridoni. Ora si trova nella Rems di Castiglione delle Stiviere. Il padre della piccola chiede garanzie per il futuro.

Arriverà davanti al giudice il 16 settembre il caso dell’uomo accusato di aver tentato di portare via una bambina di un anno e mezzo all’uscita dell’Esselunga di via Corridoni, a Bergamo. Un episodio avvenuto il 14 febbraio e documentato dalle telecamere di videosorveglianza del supermercato.

Nel frattempo è arrivato un elemento determinante per il procedimento. La perizia psichiatrica ha concluso che Emil Mortu, 47 anni, era incapace di intendere e di volere. L’uomo è stato trasferito nella Rems di Castiglione delle Stiviere, struttura nella quale viene sottoposto alle cure previste.

L’esito dell’accertamento potrebbe condurre a un proscioglimento per incapacità di intendere e di volere. Resterà però distinta la questione relativa alla pericolosità sociale, sulla quale il giudice potrà esprimersi valutando l’eventuale applicazione di una misura di sicurezza.

Intanto la bambina sta bene e la famiglia ha progressivamente superato le conseguenze più immediate di quanto accaduto. Il padre, però, chiede che prima di un eventuale ritorno alla libertà vengano fornite adeguate garanzie.

L’aggressione all’uscita del supermercato

Era circa l’ora di pranzo quando la famiglia si stava preparando a lasciare il supermercato.

La madre teneva per mano la figlia, mentre il padre si occupava del carrello della spesa. Secondo quanto ricostruito anche attraverso le immagini delle telecamere, Mortu si sarebbe improvvisamente chinato afferrando la bambina per una gamba e tentando di sottrarla alla madre.

La donna cadde a terra nel tentativo di impedire che la piccola venisse portata via.

L’azione durò pochi istanti ma provocò conseguenze fisiche importanti alla bambina: una frattura al femore sinistro e una alla tibia destra, con una prognosi iniziale di trenta giorni.

Dopo il periodo trascorso con il gesso è stato necessario anche un percorso per recuperare pienamente la mobilità.

Le immagini raccolte durante le indagini non avrebbero evidenziato alcun precedente contatto o confronto tra l’uomo e i genitori della bambina prima dell’episodio.

La perizia psichiatrica cambia lo scenario giudiziario

Dopo l’arresto, il gip Michele Ravelli aveva disposto la custodia in carcere.

Nel corso dell’interrogatorio Mortu aveva fornito dichiarazioni confuse, sostenendo tra l’altro di non aver compreso se davanti a lui ci fosse una bambina oppure un peluche. Aveva inoltre affermato di non avere intenzione di fare del male alla piccola.

Successivamente è stato disposto l’accertamento sulle sue condizioni psichiche.

La perizia dello psichiatra Sergio Monchieri ha stabilito l’incapacità di intendere e di volere del 47enne. L’esame era stato richiesto dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Erica Pasinetti, e anche dalla pm Giulia Angeleri.

Dopo il risultato della valutazione, la Procura ha chiesto il trasferimento dell’uomo in una Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza. Mortu si trova attualmente nella Rems di Castiglione delle Stiviere.

Parallelamente è stato richiesto il giudizio immediato.

Udienza fissata per il 16 settembre

Mortu deve rispondere delle accuse di tentato sequestro e lesioni, con aggravanti contestate in relazione ai futili motivi, alla minorata difesa e alla giovanissima età della vittima.

L’udienza è stata programmata per il 16 settembre.

Alla luce della perizia psichiatrica, uno degli scenari possibili è il proscioglimento dell’imputato per incapacità di intendere e di volere al momento del fatto.

Un eventuale proscioglimento non coincide però automaticamente con il ritorno in libertà.

Il giudice dovrà infatti affrontare separatamente il tema dell’eventuale pericolosità sociale. In presenza dei presupposti previsti dalla legge possono essere applicate specifiche misure di sicurezza.

Si tratta proprio dell’aspetto sul quale si concentra maggiormente l’attenzione della famiglia della bambina.

Il 47enne avrebbe manifestato la volontà di risarcire la famiglia

Dal trasferimento nella Rems, Mortu avrebbe anche avuto un colloquio telefonico con la propria legale attraverso l’assistenza di un’interprete.

Secondo quanto riferito dall’avvocato Pasinetti, il 47enne avrebbe espresso la volontà di risarcire i familiari della bambina.

Restano però da verificare concretamente le possibilità di un risarcimento.

Al momento dell’arresto l’uomo, cittadino romeno senza fissa dimora e incensurato, aveva con sé soltanto pochi euro e nessun telefono. Durante l’interrogatorio aveva inoltre fornito informazioni frammentarie sulla propria situazione personale.

Il padre: la bambina ora sta bene

Per la famiglia, intanto, il periodo più difficile sembra essere stato superato.

Il padre ha spiegato che la figlia adesso sta bene, pur ricordando le difficoltà affrontate immediatamente dopo l’episodio, sia dal punto di vista emotivo sia nella gestione quotidiana.

La famiglia è tornata anche nello stesso supermercato dove si erano verificati i fatti.

Resta però una forte preoccupazione rispetto a ciò che accadrà in futuro all’uomo.

Il padre della piccola ritiene necessario che Mortu completi un adeguato percorso e che la sua situazione venga attentamente valutata prima di qualsiasi eventuale reinserimento. Il timore espresso riguarda soprattutto la possibilità che episodi analoghi possano ripetersi.

La famiglia valuterà inoltre con un legale quale posizione assumere in vista dell’udienza di settembre.

La richiesta di maggiore sostegno alle famiglie

Dalla vicenda emerge anche un’altra richiesta.

Secondo il padre della bambina, le famiglie coinvolte improvvisamente in episodi traumatici dovrebbero poter ricevere un sostegno maggiore da parte delle istituzioni.

Nel loro caso la presenza di una rete familiare ha permesso di gestire le conseguenze pratiche dell’accaduto, ma non tutte le persone coinvolte in situazioni analoghe possono contare sulle stesse possibilità.

Il prossimo passaggio sarà ora quello giudiziario.

Il 16 settembre verranno valutate le conseguenze processuali della perizia che ha dichiarato Mortu incapace di intendere e di volere, mentre resterà centrale l’eventuale giudizio sulla sua pericolosità sociale e sulle misure necessarie per il futuro.

Redazione

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