Croce di Corno, la tradizione della messa in quota torna protagonista

La celebrazione sul Pizzo Corno rinnova il legame tra fede, memoria storica e territorio della Val Gandino, con un ruolo centrale anche per l’impegno dell’Atalanta Club Valgandino nei lavori di recupero della monumentale croce

La celebrazione sul Pizzo Corno torna domenica 6 settembre

Si terrà domenica 6 settembre alle ore 10.30 la tradizionale messa sul Pizzo Corno, ai piedi della grande Croce in ferro che domina la Val Gandino. L’appuntamento rappresenta un momento molto sentito per la comunità locale, capace di unire spiritualità, memoria e valorizzazione del territorio montano.

La celebrazione si svolgerà ai piedi della monumentale struttura metallica che, da quasi un secolo, caratterizza il profilo della montagna gandinese e rappresenta uno dei simboli più riconoscibili della zona.

La grande Croce di ferro realizzata nel 1925

La Croce di Corno venne collocata sul Pizzo Corno nel 1925 grazie alla donazione del benefattore Luigi Radici, come ricordo dell’Anno Santo. La struttura sostituì una precedente croce in legno installata nel 1900, successivamente dispersa.

La costruzione metallica raggiunge dimensioni imponenti: 16,29 metri di altezza e 7,50 metri di larghezza. La sua imponenza superava di oltre quattro metri la Croce del Resegone, anch’essa posata nello stesso periodo e probabilmente motivo di “stimolo” per l’orgoglio dei cittadini di Gandino.

Il significato religioso e i simboli custoditi nel basamento

Il vescovo Luigi Maria Marelli emanò uno specifico decreto che concedeva l’Indulgenza Plenaria di 50 giorni a chi avesse recitato tre Gloria ai piedi della Croce.

Nel basamento furono custoditi importanti elementi simbolici: una scheggia del Getsemani, arrivata grazie al reverendo Gregorio Penco, e una piccola croce in legno d’ulivo proveniente sempre dal Getsemani, donata da un Padre Passionista.

Sempre all’interno della base venne murata una pergamena scritta in latino che ricordava Papa Pio XI, Vittorio Emanuele III Re d’Italia, il Vescovo Maria Aloysio Marelli, il vicario foraneo prevosto mons. Giovanni Bonzi, il sindaco Santo Gualeni, il benefattore Luigi Radici, Luigi Parolini di Placido come costruttore e montatore e Lorenzo Bosio come muratore.

La realizzazione dell’opera e le maestranze coinvolte

La monumentale Croce fu realizzata su disegno del perito Carlo Rudelli dall’impresa Damiani di Fiorano al Serio.

L’opera divenne negli anni un punto di riferimento per la comunità di Gandino, non soltanto per il valore religioso, ma anche per il significato storico e identitario legato alla montagna e alla memoria collettiva.

Il restauro del 2019 e il contributo dell’Atalanta Club Valgandino

Nel corso del 2019 la Croce di Corno fu interessata da importanti lavori di manutenzione, resi indispensabili dal degrado del basamento in calcestruzzo, che rischiava di compromettere la stabilità complessiva della struttura.

L’intervento venne coordinato dall’architetto Alessandro Noris e realizzato dall’impresa edile Clemente Savoldelli grazie a un progetto condiviso tra diverse realtà del territorio.

Tra i protagonisti dell’iniziativa figurò anche l’Atalanta Club Valgandino, insieme a Pro Loco Gandino, Gruppo Alpini Gandino, CAI Valgandino, Associazione Fanti Gandino, Comune di Gandino e Unità Pastorale di Gandino, Barzizza e Cirano.

Il trasferimento in elicottero e la nuova benedizione

Per consentire i lavori, la Croce venne rimossa temporaneamente il 10 luglio 2019 attraverso uno spettacolare trasporto in elicottero. Il riposizionamento avvenne con la stessa modalità il 5 settembre dello stesso anno.

L’intervento fu dedicato alla memoria del volontario Renzino Rottigni, scomparso improvvisamente nel giugno 2018.

La nuova struttura venne poi benedetta il 12 ottobre 2019 dall’arcivescovo mons. Paolo Rudelli, oggi Sostituto per gli affari generali presso la Segreteria di Stato vaticana.

Illuminazione serale e percorsi per raggiungere la vetta

La Croce di Corno sarà illuminata nella serata di sabato grazie al nuovo impianto a led. Il monumento è raggiungibile attraverso un sentiero che parte dalla zona di Valpiana e richiede meno di un’ora di cammino.

Per gli escursionisti più allenati è disponibile anche un percorso più impegnativo: il sentiero inaugurato dal CAI Valgandino vent’anni fa in occasione del 60° anniversario di fondazione, con partenza dalla località Fontanei.

In caso di maltempo la celebrazione religiosa verrà trasferita nella chiesa di Valpiana.

Redazione

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