Il settore della bellezza e della cura della persona continua a crescere e a trasformarsi. A Bergamo il numero di saloni estetici, centri benessere, parrucchieri e barbieri ha registrato un aumento significativo negli ultimi anni, confermando una maggiore attenzione dei cittadini verso immagine, benessere e servizi personalizzati.
Nel settore dell’estetica le imprese sono aumentate di oltre il 40% in dieci anni, passando dalle 107 attività attive del 2015 alle 154 presenti nel secondo semestre 2026. Un’espansione che comprende numerosi servizi: trattamenti estetici, depilazione, manicure e pedicure, abbronzatura, cura delle ciglia, massaggi e trattamenti dedicati al viso.
La crescita riflette un cambiamento nelle abitudini dei consumatori, sempre più interessati a investire nella cura personale. Il fenomeno ha subito solo un rallentamento durante gli anni della pandemia, per poi riprendere con maggiore intensità.
Aumentano anche parrucchieri e barbieri
La crescita riguarda anche il comparto dell’acconciatura. A Bergamo città risultano registrate 302 imprese tra parrucchieri e barbieri, con 288 attività operative. Rispetto al 2015 il settore ha segnato un incremento del 9%, pari a circa 25 nuove realtà.
Il dato più significativo riguarda però la velocità con cui stanno nascendo nuove attività. Nei primi sei mesi del 2026 sono state registrate cinque nuove attività di parrucchieri e sei nuovi centri estetici, raggiungendo già lo stesso aumento registrato nell’intero anno precedente.
L’espansione del comparto si inserisce in un mercato nazionale della bellezza particolarmente dinamico. Secondo le analisi di Skineco, ogni anno in Italia vengono spesi circa 25 miliardi di euro per la cura del corpo, con una spesa media che si avvicina ai mille euro per famiglia.
Cresce l’attenzione degli uomini alla cura personale
Tra i cambiamenti più evidenti degli ultimi anni c’è anche il ruolo crescente della clientela maschile. La cura della persona non riguarda più soltanto il pubblico femminile: sempre più uomini frequentano parrucchieri, barbieri specializzati e centri estetici.
Il settore sottolinea come questa evoluzione abbia modificato il mercato, ampliando la domanda e favorendo la nascita di servizi sempre più specifici.
Parallelamente, però, le associazioni di categoria richiamano l’attenzione sulla necessità di affidarsi a operatori qualificati. Il fenomeno dell’attività abusiva, svolta senza autorizzazioni e competenze certificate, continua infatti a rappresentare un problema per le imprese regolari.
L’allarme sull’abusivismo e sulla concorrenza irregolare
Gli operatori del settore evidenziano come la crescita del numero di attività non significhi automaticamente una maggiore qualità del mercato. Le categorie professionali chiedono maggiore attenzione ai controlli per distinguere chi opera nel rispetto delle regole da chi offre servizi senza i requisiti necessari.
Tra le criticità segnalate ci sono soprattutto i prezzi molto bassi e modalità di lavoro considerate non sostenibili per chi investe nella formazione e nel rispetto delle normative.
Per svolgere l’attività di parrucchiere o estetista sono infatti richieste qualifiche professionali specifiche e, per ogni punto vendita, deve essere presente un responsabile tecnico con competenze adeguate.
La provincia segue la crescita della città
Anche il territorio provinciale mostra una dinamica positiva, soprattutto nel comparto dell’estetica. Negli ultimi dieci anni i centri estetici e i saloni di bellezza hanno registrato una crescita del 38% delle imprese attive, passando da 755 attività nel 2015 a 1.042 nel primo semestre 2026.
Considerando anche le imprese registrate complessivamente, il numero è salito da 796 a 1.076, con un aumento di circa il 35%.
Più contenuta invece la crescita degli acconciatori: il settore dei parrucchieri e barbieri in provincia è aumentato del 3,4% nello stesso periodo, passando da 1.859 a 1.924 attività attive.
Secondo gli operatori, una parte dell’incremento deriva anche dall’apertura di nuovi saloni gestiti da imprenditori stranieri, in particolare nel settore dei barbieri e dei servizi dedicati alla clientela maschile.
La sfida del ricambio generazionale
Nonostante l’aumento delle attività, resta aperto il tema del futuro professionale del settore. Le scuole di formazione registrano interesse crescente, ma non tutti gli studenti scelgono poi di proseguire il percorso lavorativo.
Gli operatori evidenziano la necessità di valorizzare maggiormente la formazione pratica, perché quello della bellezza resta un mestiere artigianale basato sul rapporto diretto con il cliente.
L’utilizzo sempre più frequente di tutorial online e percorsi di apprendimento informali viene considerato un elemento da monitorare: la preparazione teorica deve infatti essere accompagnata dall’esperienza sul campo.
Il settore della bellezza continua quindi a crescere, sostenuto da una domanda sempre più ampia, ma deve affrontare nuove sfide legate alla qualità dei servizi, alla formazione professionale e alla tutela delle imprese che operano nel rispetto delle regole.
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