Le tariffe del gas tornano a salire, con un aumento medio del 2,5% per i contratti a prezzo fisso a dicembre. Lo scenario attuale, pur meno preoccupante rispetto alla crisi energetica del 2021, continua a far registrare incrementi per i consumatori, soprattutto con l’arrivo della stagione fredda. Assium, l’associazione degli utility manager, ha rilevato queste variazioni analizzando le migliori offerte presenti sul Portale di Arera e Acquirente Unico.
Incremento dei prezzi: il confronto tra contratti fissi e variabili
Secondo Assium, il costo medio annuo di una famiglia per un contratto a prezzo fisso, con un consumo di 1.400 metri cubi di gas, si attesta a 1.737 euro, con picchi di oltre 1.800 euro in città come Roma, Napoli, Catanzaro e Palermo. In particolare, nella capitale, la spesa media per la migliore offerta disponibile tocca 1.866 euro.
I contratti a prezzo variabile, invece, registrano un aumento più contenuto, pari allo 0,55% rispetto al mese precedente, con una bolletta media di 1.707 euro nelle principali città italiane. Questo tipo di contratto, attualmente più conveniente rispetto a quello a prezzo fisso, offre un risparmio medio di 30 euro annui. Tuttavia, il vantaggio potrebbe essere vanificato da eventuali rialzi futuri delle quotazioni internazionali dell’energia.
Il peso dell’inverno e le precauzioni da adottare
La stagione invernale, periodo in cui si concentra circa l’80% dei consumi annuali di gas, rappresenta un momento critico per le famiglie italiane. Federico Bevilacqua, presidente di Assium, sottolinea l’importanza di adottare misure preventive per contenere i costi in bolletta. Una delle principali raccomandazioni è quella di evitare offerte commerciali poco trasparenti, spesso promosse attraverso campagne di telemarketing aggressivo.
Quotazioni in calo, ma tariffe ancora elevate
Nonostante l’aumento delle tariffe praticate ai consumatori, i prezzi del gas sui mercati internazionali evidenziano un netto calo rispetto agli anni precedenti. A dicembre 2021, il costo del gas sul Psv era di 1,213 euro/Smc, mentre il 20 dicembre 2024 si è attestato a 0,46290 euro/Smc, con un deprezzamento del 61,8%. Analogo andamento si osserva sul Ttf di Amsterdam, dove le quotazioni sono scese da 120 euro/Mwh a 43,8 euro/Mwh (-63,5%).
Questo divario tra le quotazioni internazionali e le tariffe praticate solleva preoccupazioni tra esperti e consumatori, che chiedono una maggiore trasparenza nella definizione dei prezzi. Il monitoraggio continuo e la scelta di contratti adeguati restano fondamentali per fronteggiare i rincari e ridurre l’impatto economico sulle famiglie.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.