Sabato 28 dicembre, a Pontirolo, si è consumato un tragico episodio che ha portato alla morte di Roberto Guerrisi, residente a Boltiere. Durante l’interrogatorio di garanzia tenutosi martedì 31 dicembre, Rocco Modaffari ha ammesso di essere l’autore del gesto, sostenendo di aver sparato per paura.
Il contesto dell’omicidio
Secondo quanto ricostruito, Guerrisi si era recato presso una rivendita d’auto gestita dal cognato di Modaffari per un confronto diretto, spinto dalla volontà di chiarire quanto accaduto alla figlia. La giovane, infatti, aveva denunciato il fidanzato – nipote di Modaffari – per un’aggressione avvenuta la sera precedente, che l’aveva costretta a ricorrere alle cure del Pronto soccorso di Zingonia.
Modaffari ha dichiarato di aver agito per timore, trovandosi davanti a Guerrisi in una situazione che percepiva come minacciosa. La vicenda si è conclusa con due colpi di pistola che hanno ucciso l’uomo.
Le indagini e i riscontri tecnici
L’arma utilizzata, una pistola semiautomatica, è stata rinvenuta dai carabinieri grazie al fiuto del cane Cooper in una cabina elettrica dietro il capannone della Db car. La pistola, avvolta in un panno e con alcuni proiettili ancora nel caricatore, sarà analizzata dai RIS di Parma per verificare la corrispondenza con i bossoli trovati sul luogo del delitto.
La scientifica effettuerà anche lo stub test su Modaffari, per accertare la presenza di residui di polvere da sparo sulle mani o sugli abiti.
Familiari denunciati per favoreggiamento
Durante la notte dell’omicidio, i carabinieri hanno interrogato i presenti, ma alcune reticenze hanno complicato le indagini iniziali. Il nipote di Modaffari, fidanzato della figlia di Guerrisi, e suo padre sono stati denunciati per favoreggiamento, accusati di non aver collaborato con le autorità.
La posizione di Modaffari
Dopo essersi avvalso inizialmente della facoltà di non rispondere, Modaffari ha rilasciato la sua versione dei fatti al gip Stefano Storto. Il suo legale, Emanuele Occhipinti, ha dichiarato che il cliente ha fornito chiarimenti completi, confidando che la ricostruzione possa essere valutata correttamente in sede giudiziaria. Il gip si pronuncerà sulla convalida del fermo e delle misure cautelari nei prossimi giorni.
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