Nuovo allarme nella sanità lombarda: i medici di famiglia denunciano gravi malfunzionamenti del Siss, il Sistema Informativo Sociosanitario, fondamentale per la gestione di ricette, certificati e prescrizioni. Da fine febbraio i rallentamenti e i blocchi sono aumentati, rendendo impossibile l’emissione digitale delle prescrizioni. Il problema si aggrava con il contingentamento dei ricettari rossi, introdotto nel 2024 per incentivare la dematerializzazione delle ricette.
La denuncia dei medici: “Non possiamo lavorare così”
A farsi portavoce del disagio è la Fimmg Bergamo, il sindacato dei medici di medicina generale. Molti professionisti sono costretti a lavorare oltre 12 ore al giorno, accumulando ritardi e imprevisti causati dai continui malfunzionamenti del Siss. Secondo Ivan Carrara, segretario della Fimmg, la situazione è ormai insostenibile: “Abbiamo atteso fino a notte inoltrata per inviare impegnative e certificati. Ora ci viene detto che dal 2025 i ricettari rossi saranno ridotti al minimo. Se il sistema digitale non funziona e le ricette cartacee finiscono, come facciamo a lavorare? La pazienza è esaurita”, ha detto a L’Eco di Bergamo.
Fino allo scorso anno, i medici potevano richiedere nuovi ricettari senza limiti, mentre ora ogni professionista riceve solo 14-16 blocchetti all’anno, ciascuno con 50 ricette. In una giornata senza Siss, potrebbero esaurirsi rapidamente.
Un sistema informatico inaffidabile
I problemi del Siss non sono una novità: nel 2024 si è registrato almeno un disservizio a settimana, con interruzioni variabili da pochi minuti a diverse ore. Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei medici di Bergamo, sottolinea come la digitalizzazione sia positiva solo se supportata da infrastrutture affidabili: “Se il Siss non funziona, l’unica alternativa sono le ricette cartacee. Il loro contingentamento è un rischio enorme per i cittadini.”
Anche Marco Agazzi, presidente dello Snami Bergamo, conferma il disagio con una metafora eloquente: “Il Siss è un canguro: salta in continuazione. Funziona per due minuti, poi si blocca di nuovo, anche dieci volte al giorno. La burocrazia ha trasformato i medici di famiglia in bibliotecari.”
Nessuna risposta dalla Regione
Il tema del contingentamento delle ricette rosse si intreccia con altre difficoltà burocratiche, come l’introduzione del nuovo nomenclatore, che dal 2025 cambierà i codici delle prestazioni sanitarie, complicando ulteriormente il lavoro dei medici. Dalla Regione Lombardia, al momento, non sono arrivate risposte ufficiali sulle criticità segnalate.
I medici, però, non intendono arrendersi: la protesta cresce, con la richiesta di soluzioni immediate per garantire un servizio efficiente ai pazienti.
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