Una domenica di passione per la montagna si è trasformata in tragedia per Stefano Poli, 57 anni, escursionista esperto originario di Colzate, precipitato a un passo dalla vetta del Diavolo di Tenda, in Alta Valle Brembana. L’uomo stava affrontando, insieme a due amici, l’impegnativo tratto della cresta Baroni, a poca distanza dalla cima, quando ha perso l’equilibrio ed è caduto nel vuoto per un centinaio di metri.
Secondo una prima ricostruzione, i tre stavano procedendo slegati, in modalità escursionistica, quando Poli – che si trovava in terza posizione – avrebbe perso l’appiglio, probabilmente per il cedimento del materiale roccioso. Lo scenario dell’incidente si trova in una zona priva di copertura telefonica: per allertare i soccorsi, gli amici hanno dovuto allontanarsi per trovare campo e lanciare l’allarme.
L’intervento è stato immediato. La centrale Soreu alpina ha attivato l’elisoccorso del 118 decollato da Brescia, oltre al Soccorso Alpino e ai Carabinieri di Branzi, competenti per il territorio. Il medico, verricellato sul posto, ha potuto solo constatare il decesso, dovuto ai gravi traumi riportati nella caduta. La salma è stata recuperata e trasportata al cimitero di Carona per il riconoscimento, mentre i compagni di escursione sono stati tratti in salvo con un secondo intervento dell’elicottero.
Stefano Poli era un appassionato instancabile di montagna, che frequentava in ogni stagione, ben equipaggiato e con una profonda conoscenza dei sentieri della Val Brembana e della Val Seriana. Il suo legame con l’ambiente alpino risaliva all’infanzia, trasmesso dal cugino Ippolito Rossi, che lo ha ricordato con affetto: «Era come un figlio per me. Cresciuto senza padre, è sempre stato curioso e affamato di natura. Abbiamo fatto molte gite insieme, anche da piccoli. Poi ha continuato da solo, sempre in mezzo alle sue montagne».
Professionista nel settore edile, lavorava come piastrellista dopo anni da dipendente. Era figlio unico e viveva da solo, dopo la morte della madre. Non era sposato, ma condivideva le sue escursioni con amici e appassionati della zona. «Anche d’inverno – racconta il cugino – prendeva lo zaino il giovedì sera e saliva ai rifugi, solo per il gusto di vivere la montagna. Era la sua vita».
La tragedia, purtroppo, si inserisce in un periodo delicato per la sicurezza in quota. In queste settimane estive, le condizioni meteo instabili e i terreni resi friabili dalle piogge frequenti aumentano i rischi per chi affronta percorsi impegnativi. I tecnici del Soccorso Alpino continuano a ricordare l’importanza di prudenza, attrezzatura adeguata e progressione in sicurezza, specie lungo creste e tratti esposti.
Stefano Poli ha perso la vita facendo ciò che più amava. L’intera comunità di Colzate lo ricorda con stima e commozione, mentre le autorità stanno concludendo le indagini per chiarire in modo definitivo la dinamica dell’incidente.
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