Si è conclusa con un patteggiamento la vicenda giudiziaria legata all’aggressione avvenuta a Bergamo il 29 novembre 2025, quando una giovane donna di 23 anni fu molestata e poi picchiata in pieno centro cittadino. L’imputato, un 27enne di origine bengalese, ha accettato una pena di un anno, otto mesi e venti giorni di reclusione, al termine dell’udienza celebrata davanti al giudice Alberto Longobardi.
L’episodio si era consumato tra un autobus dell’Atb e via San Lazzaro, a pochi passi da piazza Pontida, in una zona solitamente molto frequentata. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le molestie sarebbero iniziate a bordo del mezzo pubblico, dove l’uomo avrebbe preso di mira la ragazza, una connazionale che non conosceva. Una volta scesi dal bus, l’aggressore l’avrebbe seguita, dando origine a una serie di atteggiamenti sempre più insistenti.
La situazione è degenerata pochi minuti dopo. In via Zambonate la giovane ha tentato di allontanarsi, ma l’uomo l’ha raggiunta e trascinata all’interno del portone di un palazzo in via San Lazzaro, spingendola contro un muro. Qui, secondo l’accusa, l’ha colpita con pugni alla testa, trasformando le molestie in una vera e propria aggressione fisica.
Determinante è stato l’intervento di una passante, una giovane che ha sentito le urla della vittima e ha immediatamente dato l’allarme, mettendo in fuga l’aggressore e consentendo l’arrivo dei soccorsi. Grazie alla segnalazione e alle successive indagini, l’uomo è stato individuato e arrestato in tempi rapidi.
In tribunale, inizialmente, la Procura e la difesa avevano concordato una pena di 18 mesi, ma il giudice l’ha ritenuta non congrua e troppo bassa rispetto alla gravità dei fatti contestati. Da qui la riformulazione dell’accordo tra la pubblica ministera e l’avvocata difensore Stefania Russo, con l’innalzamento della pena a un anno, otto mesi e venti giorni di carcere.
È stata inoltre respinta la richiesta di scarcerazione presentata dalla difesa, confermando la permanenza dell’uomo in detenzione. Un elemento che ha inciso sul giudizio complessivo riguarda anche il contesto in cui si è verificata l’aggressione: poche ore prima, infatti, il 27enne era già stato processato per un furto di alcolici in un supermercato, circostanza che ha contribuito a delineare un quadro complessivo di particolare allarme.
La vittima, una ragazza di 23 anni, ha vissuto momenti di forte paura, ma grazie all’intervento tempestivo di una terza persona ha potuto evitare conseguenze ancora più gravi. L’episodio ha suscitato notevole preoccupazione in città, riportando l’attenzione sul tema della sicurezza, soprattutto nelle aree centrali e sui mezzi pubblici.
La sentenza di patteggiamento chiude il procedimento penale, evitando il dibattimento, ma conferma in modo netto la responsabilità dell’imputato per i fatti contestati. Un esito che, pur non cancellando quanto accaduto, rappresenta un segnale di tutela per la vittima e di risposta giudiziaria a comportamenti violenti e persecutori.
Resta il dato sociale di una vicenda avvenuta in pieno giorno e in una zona centrale di Bergamo, a dimostrazione di come episodi di questo tipo possano verificarsi anche in contesti apparentemente sicuri. L’intervento dei passanti e la rapidità delle indagini si sono rivelati elementi decisivi per evitare un epilogo ancora più drammatico e per assicurare l’aggressore alla giustizia.
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