Si è aperto a Bergamo il procedimento giudiziario che coinvolge Paul Yeboah, noto come Bello Figo, artista e content creator seguito da milioni di utenti online. Il rapper è chiamato a rispondere dell’accusa di violenza sessuale per un episodio avvenuto tra il 6 e il 7 gennaio 2023 in una discoteca di Treviolo, dove era ospite per una serata.
La vicenda ruota attorno alla denuncia presentata da una ragazza, all’epoca quindicenne. La giovane ha raccontato di essere stata coinvolta in una situazione avvenuta nel backstage del locale, dopo essere stata avvicinata durante la serata, mentre si trovava con amici per festeggiare un compleanno.
Secondo quanto emerso in aula, la ragazza avrebbe inizialmente rifiutato alcuni inviti. Dopo aver declinato la proposta di proseguire la serata e quella di recarsi nel camerino, sarebbe stata accompagnata nel backstage da un addetto alla sicurezza, insieme a un’altra giovane.
Il racconto include elementi che hanno attirato l’attenzione degli inquirenti. La minorenne ha dichiarato di aver comunicato la propria età , ricevendo comunque commenti inappropriati, prima che la situazione evolvesse ulteriormente.
È nel camerino che si colloca il fatto contestato. Secondo l’accusa, l’artista si sarebbe avvicinato toccando il fondoschiena della giovane per alcuni istanti, gesto che ha portato alla denuncia.
La ragazza ha inoltre riferito difficoltà nel lasciare il locale. Sempre secondo la sua versione, sarebbe stata trattenuta momentaneamente da un bodyguard e autorizzata ad uscire solo dopo un saluto richiesto all’artista, episodio che ha contribuito al quadro complessivo presentato in aula.
Nei giorni successivi si è aggiunto un ulteriore elemento. Alcune immagini pubblicate sui social avrebbero esposto la giovane a commenti negativi, alimentando il disagio segnalato nella denuncia.
La difesa respinge ogni accusa. I legali dell’artista parlano di un presunto episodio fugace e contestano la ricostruzione, sottolineando la presenza di altre persone nel camerino, tra cui membri dello staff.
Secondo la linea difensiva, il cuore della vicenda sarebbe legato alla diffusione delle immagini. Il malessere della giovane sarebbe stato causato principalmente dalla pubblicazione delle foto sui social, più che dall’episodio contestato.
Nel corso dell’udienza è stata avanzata una proposta economica. Attraverso i suoi avvocati, Bello Figo ha offerto 2.500 euro come risarcimento per il danno morale legato ai commenti online, pur ribadendo la propria estraneità ai fatti.
Il processo proseguirà nei prossimi mesi. La prossima udienza è fissata per l’8 ottobre, quando saranno ascoltati testimoni e approfonditi gli elementi emersi, in attesa delle valutazioni del tribunale.
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