Ori e sete preziose: Gandino celebra il Corpus Domini tra arte, storia e devozione

Un viaggio tra tradizione, paramenti storici e la storica vocazione tessile di Gandino, con protagonisti il Santissimo Sacramento, le confraternite locali e preziosi arredi sacri

La tradizione della Processione del Corpus Domini a Gandino

Domenica 7 giugno alle 10, la comunità di Gandino vivrà uno dei momenti più intensi del calendario liturgico: la solenne processione del Corpus Domini. L’appuntamento sarà preceduto dalle Giornate Eucaristiche, che si svolgeranno fino a sabato, e rappresenta una straordinaria occasione in cui arte, storia e identità locale si fondono in un evento di grande suggestione.

Paramenti storici e arredi sacri di grande valore

I concelebranti, guidati da monsignor Ottorino Assolari, vescovo emerito di Serrihna, indosseranno vesti realizzate con un raro broccato in oro e argento prodotto a Lione nel 1768. Il Santissimo Sacramento sarà custodito in un ostensorio gotico del 1527, fabbricato in Baviera, e protetto da un prezioso baldacchino veneziano risalente ai primi decenni del Settecento. Di particolare rilievo artistico è anche il paliotto d’oro collocato all’altare maggiore della Basilica, noto come “Paliotto dell’Imperatore” e realizzato con filamenti d’oro zecchino, attribuito alla manifattura cinquecentesca di Giovanni Pietro Gallarati. Nato per rivestire il cocchio delle nozze tra Margherita d’Asburgo e Filippo di Spagna, giunse a Gandino grazie alla famiglia Giovanelli.

Il percorso della processione e le antiche zandaline

Il corteo si snoderà lungo oltre due chilometri, impreziosito dalle caratteristiche “zandaline”, stoffe tese tra un edificio e l’altro. In passato, dal 1701 fino alla Seconda Guerra Mondiale, le vie interessate venivano trasformate in una vera e propria galleria di pannilana, allestita con pezze messe a disposizione dai lanifici del territorio, testimonianza della storica vocazione tessile gandinese.

Documentazione storica: Paul Scheuermeier e l’Atlante linguistico

Negli anni ’30, lo studioso elvetico Paul Scheuermeier visitò Gandino nell’ambito del suo progetto per redigere “l’Atlante linguistico ed etnografico dell’Italia e della Svizzera meridionale”. Scheuermeier soggiornò a Gandino dal 27 al 30 settembre 1932, affiancato dal disegnatore Paul Boesch, e fu guidato negli usi e costumi locali da Quirino Picinali (1880-1962), detto Manòt, falegname e campanaro. Nei suoi appunti descrisse così la processione:

“Gandino – scriveva Scheuermeier – è un paese in cui dal medioevo è di casa l’industria della lana. Da ciò proviene il seguente singolare costume per il Corpus Domini: di primo mattino le vie principali del paese vengono addobbate per la processione, che si snoda lungo due chilometri e mezzo attraverso l’abitato, senza uscire dalle mura di cinta: a un’altezza di 4-5 m, le strade vengono ricoperte da stoffe di lana e di flanella, che i fabbricanti mettono a disposizione solamente a questo scopo, per questo giorno. Si costruisce un vero e proprio tetto fatto di travi, che si appoggiano su uncini di ferro che sporgono dai muri di ogni casa oppure su pali appositamente conficcati per terra; su queste travi orizzontali si stendono le stoffe. Con altre stoffe si ricoprono completamente i muri delle case, così è come se la processione marciasse sotto una galleria di due chilometri e mezzo. Di tanto in tanto ci sono davanti alle case dei piccoli altari. Ogni famiglia appende fuori ciò che ritiene sia bello: fiori naturali e artificiali, quadri, fotografie di defunti, bei tessuti, ecc. Chi non è ben pratico, non sa più dove si trova. A mezzogiorno tutte le stoffe sono di nuovo sparite. Da dove ha origine questa usanza? Un tempo, questa era la fiera campionaria dei fabbricanti tessili locali. I compratori arrivavano e, per l’acquisto, mettevano un segno sulle stoffe messe in mostra in questo modo”.

Oggi, il materiale raccolto da Scheuermeier è disponibile presso l’archivio del Seminario di Romanistica dell’Università di Berna e pubblicato in Italia nel 2001 da Grafo Edizioni per la parte relativa a Brescia e Bergamo.

Partecipazione delle confraternite e dei giovani

Lungo il percorso saranno allestiti altari e apparati devozionali, mentre sfileranno le quattro confraternite locali (Santissimo Sacramento, Suffragio, Carmine e San Giuseppe) con stendardi, croci lignei e lampioni processionali. Non mancheranno i Paggetti del Santissimo Sacramento, con le antiche divise in velluto e seta ornate d’oro, accompagnati dagli angeli e dai ragazzi che hanno recentemente ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana. Il rito sarà accompagnato dalla Corale Luigi Canali e dal Civico Corpo Musicale di Gandino.

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