Dalmine, operaio ferito in acciaieria: è in coma farmacologico, indagato il datore di lavoro

Il 55enne è ricoverato in gravi condizioni alla Poliambulanza di Brescia dopo l'incidente avvenuto durante un intervento di manutenzione alla Tenaris. Aperto un fascicolo per lesioni colpose gravissime.

incidente

Restano critiche le condizioni dell’operaio di 55 anni rimasto gravemente ferito sabato scorso all’interno dello stabilimento Tenaris Dalmine. L’uomo, di origine romena e residente a Parre, è ricoverato in coma farmacologico alla Poliambulanza di Brescia, dove i medici continuano a monitorare l’evoluzione del quadro clinico.

Il lavoratore opera da circa tre anni per una società con sede a Solto Collina specializzata nella manutenzione industriale e attiva da tempo all’interno dei reparti della Tenaris.

L’incidente durante la manutenzione

L’infortunio si è verificato nel reparto acciaieria, nei pressi dell’altoforno. Il 55enne stava partecipando a un intervento programmato insieme ad altri due colleghi, finalizzato alla rimozione di una componente meccanica mediante l’utilizzo di un argano.

Secondo le prime ricostruzioni, durante le operazioni una cinghia elastica utilizzata per sostenere il pezzo si sarebbe improvvisamente spezzata, generando una violenta reazione meccanica.

Gli investigatori stanno cercando di chiarire se l’operaio sia stato colpito direttamente dalla cinghia o dal gancio collegato all’argano. L’impatto lo avrebbe raggiunto al volto, facendolo cadere violentemente a terra privo di sensi.

Un collega è intervenuto immediatamente praticando il massaggio cardiaco, mentre sul posto sono arrivati in pochi minuti i soccorsi con ambulanza, automedica ed elisoccorso.

Aperta un’indagine per lesioni colpose gravissime

Sulla vicenda la Procura di Bergamo ha aperto un fascicolo per lesioni colpose gravissime, coordinato dal pubblico ministero Emanuele Marchisio.

Al momento risulta iscritto nel registro degli indagati l’amministratore delegato e legale rappresentante della società per cui lavorava l’operaio, un atto considerato necessario per consentire tutti gli accertamenti previsti dalla legge.

«Operiamo alla Tenaris da quarant’anni e non era mai accaduto un episodio simile. È stata una fatalità e speriamo tutti che il nostro dipendente possa riprendersi al più presto», ha dichiarato il responsabile dell’azienda.

La ricostruzione dell’azienda

Secondo quanto riferito dalla società, l’intervento era stato programmato e stava avvenendo nel rispetto delle procedure previste.

L’incidente sarebbe stato causato da un imprevisto durante la movimentazione della componente meccanica: una parte si sarebbe impigliata, provocando una tensione eccessiva sulla cinghia che, a quel punto, non avrebbe retto al carico.

Area sequestrata e accertamenti in corso

L’area dell’altoforno interessata dall’incidente è stata posta sotto sequestro per consentire tutti i rilievi tecnici.

Le indagini sono affidate ai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, affiancati dai tecnici dell’Ats di Bergamo, che dovranno verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza e ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

Non è escluso che, con il proseguimento degli accertamenti, il numero delle persone coinvolte nell’inchiesta possa aumentare.

Redazione

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