Nei primi sei mesi del 2026 l’attività di controllo dei carabinieri forestali in provincia di Bergamo ha portato all’accertamento di 26 illeciti amministrativi, 7 reati e 13 persone denunciate alla Procura di Bergamo. Un bilancio che conferma l’intensificazione del monitoraggio sul territorio, con particolare attenzione alla tutela del paesaggio e al contrasto degli abusi edilizi nelle aree montane e boschive.
Gli interventi più rilevanti si sono concentrati nelle principali valli bergamasche, in particolare Valle Seriana, Valle Imagna e Valle San Martino, territori caratterizzati da un elevato valore ambientale e da una forte presenza di vincoli paesaggistici e forestali.
Secondo quanto riferito, l’attività dei nuclei forestali si inserisce in un più ampio sistema di vigilanza previsto dalla normativa nazionale. Il patrimonio boschivo italiano è infatti considerato bene paesaggistico tutelato dal Codice dei beni culturali e dal Testo Unico sulle foreste, che impongono specifici obblighi di autorizzazione per qualsiasi intervento che possa modificarne lo stato.
In Valle San Martino, uno dei casi più significativi riguarda la potatura invasiva di un albero monumentale. L’intervento, effettuato senza il necessario parere ministeriale, ha portato a una sanzione amministrativa di 5.000 euro nei confronti di un’impresa. L’operazione è stata rilevata grazie alla collaborazione tra carabinieri forestali e uffici competenti in materia di economia montana e foreste.
Sempre nella stessa area, un secondo intervento ha fatto emergere la realizzazione di opere non autorizzate a servizio di un’attività agricola. Sul terreno sono state individuate strutture come tettoie in lamiera, container e modifiche del profilo del suolo. Il responsabile, un uomo di 55 anni, è stato denunciato per violazioni edilizie e paesaggistiche.
Un ulteriore caso in Valle Imagna ha riguardato la costruzione di opere edilizie in area vincolata senza autorizzazione. Gli accertamenti hanno evidenziato la presenza di una recinzione, un edificio in legno e una pedana. Anche in questo caso è scattata la denuncia alla Procura di Bergamo per abuso edilizio e paesaggistico.
In Val Seriana, invece, gli interventi hanno riguardato due distinti casi. Nel primo, all’interno di un’ex cava, due persone sono state denunciate per lavori eseguiti senza autorizzazioni o in difformità dai permessi, in un’area soggetta a vincolo e a tutela dei reticoli idrici minori. Nel secondo caso, in alta valle, un’indagine su un cantiere per la ricostruzione di un fabbricato a uso turistico-ricreativo ha portato alla denuncia di tre soggetti. L’intervento risultava infatti realizzato in area boscata senza i necessari titoli abilitativi, senza autorizzazione paesaggistica e senza permesso di trasformazione del bosco.
Le autorità ricordano che gli interventi eseguiti in aree vincolate senza autorizzazione sono reati punibili con pene che possono arrivare fino a due anni di arresto e ammende comprese tra 15.493 e 51.645 euro, a seconda della gravità delle violazioni.
L’insieme delle operazioni conferma il ruolo centrale dei carabinieri forestali nel controllo del territorio e nella tutela del paesaggio montano, con un’attività che punta a prevenire e reprimere interventi non autorizzati in aree di particolare valore ambientale.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.