Ponte di via San Bernardino, l’ex consigliere Paganoni: “Dov’è la Tari ridotta per i commercianti?”

Un anno di lavori tra disagi e calo del fatturato: cresce la richiesta di misure compensative per le attività della zona. L'ex consigliere comunale, esercente da qualche tempo nella via troncata a metà dal cantiere RFI, chiede ristori

Contesto e profilo dell’autore

Simone Paganoni, attraverso il proprio profilo Facebook, interviene sulla situazione di via San Bernardino. Ex consigliere comunale e commerciante, è titolare di un bar situato di fronte alla Biblioteca Tiraboschi, dopo aver gestito per anni il bar dell’Oratorio San Paolo Apostolo. La sua testimonianza nasce da una conoscenza diretta del territorio e delle dinamiche commerciali locali.

Il post integrale su Facebook

UN ANNO DI CANTIERE, ZERO AIUTI AI COMMERCIANTI

Da oltre un anno il cantiere del ponte ferroviario di via San Bernardino divide letteralmente la strada in due. Da una parte e dall’altra del cantiere ci sono attività commerciali che ogni giorno devono fare i conti con minore visibilità, meno passaggio, meno clienti e inevitabilmente meno incassi.

I commercianti hanno segnalato più volte il problema, evidenziando come questa situazione stia penalizzando pesantemente le attività. Era stato prospettato un possibile intervento sulla Tari per compensare almeno in parte i disagi subiti, ma i BOLLETTINI SONO ARRIVATI SENZA ALCUNA RIDUZIONE.

Sia chiaro: nessuno contesta la necessità dei lavori. Le infrastrutture vanno migliorate e i cantieri sono inevitabili. Quello che contestiamo è che tutto il peso economico di questa situazione venga scaricato esclusivamente sulle attività che da oltre un anno ne subiscono le conseguenze.

Tra la parte nord e la parte sud del cantiere ci sono circa una trentina di attività commerciali coinvolte. Anche una riduzione simbolica della Tari di 100 euro per attività avrebbe un costo complessivo di poco superiore ai 3.000 euro: una cifra pressoché irrilevante per il bilancio comunale, ma che per molti commercianti rappresenterebbe un piccolo segnale di attenzione e una boccata d’ossigeno in un periodo non semplice.

Non si tratta tanto dell’importo in sé, quanto del messaggio che l’Amministrazione darebbe: riconoscere che esiste un disagio reale e dimostrare vicinanza a chi, nonostante tutto, continua ogni giorno a tenere aperta la propria attività, a creare lavoro e a contribuire alla vita del quartiere.

Chiediamo quindi all’Amministrazione comunale e agli assessori competenti di valutare misure concrete, anche modeste, per le attività penalizzate dal cantiere. Un gesto che inciderebbe pochissimo sulle casse comunali, ma che avrebbe un valore importante per chi da oltre un anno sta pagando il prezzo di questa situazione.

I commercianti non chiedono privilegi. Chiedono semplicemente attenzione, ascolto e un minimo di sostegno.

Il ponte ferroviario e l’impatto sulle attività

Il cantiere del ponte ferroviario in via San Bernardino ha determinato una divisione fisica della strada, con conseguenze dirette sul flusso di clientela e sulla visibilità delle attività commerciali presenti su entrambi i lati dell’intervento. “Il cantiere dipende da RFI, le scelte viabilistiche dipendono dal Comune (tipo via San Tomaso a senso unico proprio da quando è chiuso il ponte) e comunque, ripeto, non si chiede la luna ma attenzione – rimarca Paganoni nelle pieghe della risposta all’obiezione che nel caso di specie il Comune non c’entra -. Anche le rapine non dipendono dal Comune, ma il Comune ha pensato ad un bando per aiutare i commercianti a difendersi dotandosi di telecamere o sistemi che scoraggino le intrusioni. In questo caso nulla. Uno sconto sulla Tari dimostrava attenzione. Niente di niente, dimostrano disinteresse totale”.

La questione Tari e le promesse non mantenute

Tra le ipotesi iniziali vi era una possibile riduzione della Tari per compensare i disagi subiti. Tuttavia, secondo quanto riportato, gli avvisi di pagamento sono stati emessi senza alcuna agevolazione, generando malcontento tra gli esercenti.

Le richieste al Comune e il tema del sostegno economico

Le attività coinvolte sarebbero circa una trentina. Una riduzione simbolica della Tari di 100 euro per esercizio avrebbe un impatto economico contenuto per l’ente, ma rappresenterebbe un segnale significativo di attenzione verso il tessuto commerciale locale.

Una richiesta di attenzione istituzionale

L’appello finale è rivolto all’Amministrazione comunale, chiamata a valutare interventi anche minimi ma concreti. L’obiettivo non è ottenere privilegi, ma riconoscere una situazione di difficoltà prolungata che sta incidendo sulle attività economiche del quartiere.

Redazione

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