Il lungo processo legale che ha coinvolto Ubi Banca si è concluso con una decisione importante: la Procura non presenterà ricorso in Cassazione, rendendo così definitive tutte le assoluzioni. Questo processo, che ha avuto una durata di ben 9 anni, ha raggiunto un punto cruciale il 17 aprile quando la Corte d’Appello di Brescia ha confermato le assoluzioni emesse inizialmente dal Tribunale di Bergamo. In questa fase, sono state respinte le accuse di ostacolo alla vigilanza nell’ambito della fusione tra la Banca Lombarda e Piemontese e le Banche Popolari Unite di Bergamo, che si sono fuse nel 2007 per formare Ubi Banca. Inoltre, è stata rigettata l’ipotesi di aver nascosto patti parasociali riguardanti la governance della banca e di aver influenzato illegalmente l’assemblea dei soci.
Processo Ubi Banca: arriva la parola fine
Il procuratore Paolo Mandurino, che ha guidato l’accusa sia nel primo grado che in appello, aveva inizialmente richiesto 11 condanne, tra cui quella di Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo e membro del Consiglio di sorveglianza di Ubi fino al 2012. Tuttavia, i giudici del Tribunale di Bergamo e successivamente quelli della Corte d’Appello di Brescia hanno emesso assoluzioni per tutti gli imputati, compreso Franco Polotti, che inizialmente era stato condannato a un anno e sei mesi per conflitto di interessi per non aver comunicato la sua partecipazione in una società beneficiaria di un finanziamento da parte di Ubi.
Con la decisione della Procura di non presentare ricorso in Cassazione, le assoluzioni per Giovanni Bazoli, Emilio Zanetti, Franco Polotti, Andrea Moltrasio, Victor Massiah, Armando Santus, Enrico Minelli, Pierpaolo Camadini, Giuseppe Calvi, Italo Lucchini e Mario Mazzoleni diventano definitive.
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