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Commercio di vicinato: chiusi altri 67 negozi

Declino del commercio di vicinato, di cui ci si aspettava una ripresa nel post-pandemia: 67 serrande abbassate solo nell'ultimo anno

67 serrande abbassate in un solo anno. Il dato del commercio di vicinato in provincia di Bergamo fa decisamente riflettere. Il recente boom di apertura di nuovi negozi sembrava segnare un cambiamento per il meglio. Ma la crescente crisi energetica e inflazionistica ha portato a un declino costante del settore.

Il contesto generale

Dopo la fine della fase acuta della pandemia, molti avevano sperato in una rinascita del commercio di vicinato. Tuttavia, le recenti sfide economiche, in particolare la crescente pressione inflazionistica ed energetica, hanno portato a una sofferenza continua. In provincia di Bergamo il numero di negozi di vicinato è diminuito del 15% nell’ultimo decennio. Parallelamente, anche le grandi superfici di vendita hanno mostrato segni di sofferenza, con un calo del 8,9% nello stesso periodo.

I numeri dall’Osservatorio regionale

Secondo i dati aggiornati al 30 giugno 2023 dell’Osservatorio regionale sul commercio, i negozi di vicinato nella provincia di Bergamo sono ora 10.237, una riduzione di 67 unità rispetto all’anno precedente. Questo segna un declino del 3,1% rispetto ai numeri pre-Covid del 2019. Il decennio ha visto una drastica diminuzione di 1.802 negozi. Contemporaneamente, le grandi superfici commerciali hanno mostrato un lieve declino, passando da 45 strutture nel 2014 a 41 oggi.

Crescita delle medie strutture

In mezzo a questa tempesta, le medie strutture commerciali hanno mostrato segni positivi. Questi esercizi, che variano in dimensioni a seconda della popolazione comunale, hanno registrato una crescita del 2,1% nell’ultimo decennio e dell’1% nell’ultimo anno.

L’impatto del caro ebergia

Oscar Fusini, direttore di Ascom Bergamo, ha evidenziato le sfide affrontate dal commercio di vicinato. Il 2022 è stato particolarmente difficile, con chiusure di negozi superiori persino al 2020, l’anno di punta della pandemia. Il caro-energia ha giocato un ruolo cruciale e il 2023 potrebbe non mostrare segni di miglioramento.

Sfide e concorrenza

La contrazione dei consumi ha influito in modo significativo. Secondo Filippo Caselli, direttore di Confesercenti Bergamo, l’e-commerce e le pianificazioni urbanistiche dei Comuni hanno reso più difficile per i negozi di vicinato competere.

Il comparto alimentare

Il settore alimentare sembra essere resiliente. Nonostante un declino dell’8% nell’ultimo anno, ha mostrato un incremento dello 0,7% rispetto ai numeri pre-Covid. Inoltre, il boom delle medie strutture nel settore alimentare è evidente, con una crescita del 27% nell’ultimo decennio.

Considerazioni finali

L’espansione dei market di dimensioni medie ha determinato una concorrenza feroce per i negozi di vicinato. L’inflazione e l’attuale fase economica stanno spingendo i consumatori verso gli hard discount, intensificando la competizione tra dettaglianti tradizionali e hard discount. La situazione richiede una strategia coordinata e riflessiva per sostenere il commercio di vicinato.

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