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Truffe sui risparmi: anziano ci smena 80 mila euro

L’anziano di fronte alla truffa digitale

Nel contesto attuale, in cui la tecnologia permea ogni aspetto della vita quotidiana, la vulnerabilità degli anziani alle truffe online emerge come una problematica sociale preoccupante. Un recente episodio, discusso durante un incontro organizzato dalla Federazione autonoma bancari italiani (Fabi) a Bergamo, mette in luce questa realtà. Un anziano di 80 anni ha perso 80 mila euro, i risparmi di una vita, cadendo nella trappola di un finto broker finanziario. Il caso è stato portato all’attenzione dalla polizia postale, sottolineando la crescente sofisticazione di questi schemi fraudolenti.

La Postale contro le truffe

Michele Attolico, sostituto commissario della Polizia Postale, nell’incontro all’Auditorium San Sito di Colognola ha sottolineato l’importanza di un approccio prudente negli investimenti. I consigli includono diffidare da rendite esorbitanti e affidarsi a professionisti qualificati. Tra i vari esempi di frodi, Attolico cita quella del “cellulare rotto”, in cui i truffatori si fingono parenti in difficoltà, chiedendo ricariche su carte prepagate.

I segnali d’allarme per gli anzini

Per evitare di cadere in queste trappole, Attolico elenca segnali di allarme come intestazioni vaghe, errori di ortografia, e richieste urgenti di dati personali. Sottolinea anche l’importanza di non divulgare informazioni sensibili sui social media. David Ceresoli, responsabile organizzativo di Fabi Bergamo, ribadisce che l’anzianità e la scarsa familiarità con la tecnologia aumentano il rischio di truffe.

I bancari pro terza età fragile

L’evento ha visto anche la partecipazione di Paolo Citterio, segretario di Fabi Bergamo, che ha enfatizzato l’importanza di affrontare questi temi di attualità. Inoltre, Micol Iotti e Maria Teresa Borsa, collaboratrici di Fabi, hanno discusso l’utilizzo dello Spid e l’accesso al fascicolo previdenziale, oltre ai corsi per pensionati che includono argomenti come fotografia, fotoritocco, disegno ad acquerello, e utilizzo del defibrillatore.

Questo incontro evidenzia un problema sociale in crescita: la necessità di proteggere i più vulnerabili dalle insidie del mondo digitale. L’educazione e la consapevolezza sono strumenti cruciali in questa battaglia contro le truffe online.

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