Il dramma coniugale che la sera di giovedì 25 gennaio ha visto soccombere Diego Rota, 55 anni, all’assalto in preda a un probabile raptus della moglie Caryl Menghetti, ora piantonata in Psichiatria in stato di arresto, ha avuto le prime risposte dall’autopsia. L’uxoricidio nella camera da letto (erano le 23.30 circa) della villetta di via Cascina Lombardia a Martinengo è stato consumato con almeno venti coltellate.
Dramma coniugale di Martinengo: l’autopsia
L’esame autoptico, durato diverse ore, è stato presieduto dal medico legale Andrea Verzeletti dell’Università di Brescia, nominato dalla Procura della Repubblica di Bergamo, e da un collega scelto dall’avvocato della donna, Fabrizio Bosio. I risultati iniziali hanno rivelato che Rota è stato colpito con più di venti coltellate inflitte principalmente su schiena, petto e collo. Alcune ferite erano piuttosto profonde, altre più superficiali. Non è stato tuttavia possibile determinare se queste ultime fossero il risultato di un tentativo di difesa della vittima o parte dell’azione delittuosa.
Diego Rota: nulla osta alla sepoltura
Il pubblico ministero Letizia Cocucci, dopo l’autopsia, ha dato il nullaosta alla sepoltura del 55enne, mentre si attendono ulteriori risultati per procedere con le indagini. L’episodio, avvenuto nella stanza a fianco della figlioletta di 5 anni che dormiva ignara di quanto si stava consumando, ha lasciato la comunità in lutto e piena di domande. La donna si trova sotto sedativi nella cella di sicurezza del Papa Giovanni XXIII di Bergamo, non lontano dalla camera mortuaria dopo martedì è stato effettuato l’esame necroscopico sul marito. Lunedì non era in condizioni di sostenere l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip Riccardo Moreschi.
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