Si indaga sulle cause dell’incidente costato la vita al pilota amatoriale Andrea Bergamelli, che stava partecipando a Valencia alle prove della Gully Racing. Ad innescare la carambola mortale, sul rettilineo del Ricardo Tormo, potrebbero essere stati i detriti della moto di un altro motociclista, caduto poco prima. Detriti che avrebbero potuto far perdere il controllo al pilota bergamasco e ad altri due che transitavano insieme a lui in quel momento sul dritto del circuito valenciano, provocando la fatale carambola.

Come hanno raccontato gli amici, increduli per quanto accaduto, quella gara in Spagna era uno dei sogni di Andrea, di professione idraulico. Sportivo (giocava anche a calcetto ed andava in bicicletta), il motociclismo era la sua passione. Una sfida continua con il cronometro, più che con gli altri piloti, che aveva portato il 35enne di Torre Boldone a confrontarsi in vari circuiti europei.
Quello di Valencia era un appuntamento per il quale si preparava da tempo. Chi lo ha sentito poco prima del drammatico incidente ne racconta la gioia di trovarsi lì, con la sua motocicletta.
Una gioia interrotta troppo presto, come la sua vita, sul rettilineo del circuito di Cheste. Per un incidente la cui dinamica è ancora da chiarire.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.