Il Triduo dei Morti a Peia: la Raggiera si riaccende

Peia e la parrocchia di Sant’Antonio: la Raggiera

Dal 17 al 19 febbraio, Peia si riunisce nella parrocchia di Sant’Antonio per le celebrazioni del Triduo dei Morti, un’occasione di profonda spiritualità e tradizione. Quest’anno, le liturgie saranno arricchite dalla presenza della storica Raggiera, un manufatto di rara bellezza e significato, la cui doratura fu affidata nel 1873 ad Angelo Giupponi di Lovere. Questo simbolo del ricordo e della preghiera, dopo una pausa nei primi anni del secolo scorso dovuta anche alle vicissitudini della Grande Guerra, è tornato a brillare nella chiesa dal 1926, testimoniando la fede e la devozione della comunità.

Il programma delle celebrazioni

Le celebrazioni inizieranno sabato 17 febbraio con la messa delle 18, segnando l’inizio di un triduo di preghiera e riflessione. La giornata di domenica 18 vedrà ulteriori momenti di incontro e preghiera, con messe alle 8, alle 10 e alle 18, mentre i Vespri delle 15 includeranno il canto del Miserere e la Benedizione Eucaristica. Il culmine del programma sarà lunedì 19 febbraio con la messa delle 10.30, durante la quale si uniranno i sacerdoti della Fraternità locale, quelli nativi e coloro che hanno servito la comunità di Peia.

Un evento guidato da figure di spicco

A dare voce e cuore alle celebrazioni sarà il predicatore padre Riccardo Regonesi, noto per il suo impegno presso la Mensa dei Poveri di viale Mazzini a Roma, insieme alla Corale Sant’Antonio che accompagnerà i fedeli nei vari appuntamenti liturgici. Una sinergia tra parole e musica destinata a creare momenti di profonda commozione e riflessione.

Un patrimonio artistico e spirituale

Parallelamente alle celebrazioni, si sottolinea l’importanza della conservazione del patrimonio artistico e spirituale della parrocchia, con il restauro dell’organo di Serassi, un gioiello della liturgia musicale risalente al 1754. L’intervento attuale, affidato all’organaro Pietro Corna di Leffe, prelude all’inaugurazione prevista per giugno, in occasione della festa patronale di Sant’Antonio, testimoniando il legame indissolubile tra arte, fede e comunità. L’organo, trasferito da Andrea Luigi Serassi nelle nuove cantorie nel 1782 e nuovamente restaurato nel 1803, fu rielaborato dalla ditta Foglia nel 1880, rimesso a nuovo dalla Marzoli-Rossi di Varese nel 1924 e ammodernato dai Cornolti nel 1943.

Queste giornate rappresentano un appuntamento immancabile nel ciclo delle celebrazioni della Val Gandino, dove la devozione e la tradizione si incontrano, rinnovando il senso di appartenenza e di spiritualità della comunità di Peia.

Redazione

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