Nel corso del 2023, la provincia di Bergamo ha registrato un’alta incidenza di persone scomparse, con oltre 401 segnalazioni. Questa cifra allarmante posiziona Bergamo al secondo posto in Lombardia, dietro solo a Milano, che conta 1200 casi. Questo dato emerge dalla relazione annuale del Commissario straordinario del Governo, che ha analizzato il fenomeno su scala nazionale, evidenziando un aumento rispetto al 2022. In Italia, infatti, si sono verificate 29.315 denunce di scomparsa, un incremento significativo rispetto alle 24.369 dell’anno precedente.
Tra ritrovamenti e decessi, la provincia bergamasca ha visto il ritorno di 320 persone. Di questi, 313 sono stati ritrovati vivi, mentre sette hanno avuto un esito tragico, come nel caso di Carlo Meroni, il villeggiante milanese scomparso e poi ritrovato senza vita. Nonostante questi ritrovamenti, permangono 81 casi irrisolti, tra cui spicca la scomparsa di Claudio Ongaro, un escursionista di 40 anni.
L’analisi sottolinea l’importanza cruciale della prima settimana successiva alla denuncia per il successo delle ricerche, evidenziando la necessità di interventi rapidi e tempestivi. Le cause alla base delle scomparse sono varie, spaziando dal desiderio di allontanarsi dalla propria situazione attuale a condizioni di salute mentale delicate.
La relazione cita inoltre esercitazioni specifiche, come “Alto Sebino 2023”, finalizzate a migliorare l’efficacia delle ricerche in aree particolarmente complesse come quella del lago d’Iseo.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha espresso il forte impegno del Viminale nel gestire questo fenomeno complesso, sottolineando l’importanza di un lavoro sinergico tra diversi attori istituzionali e volontari per ottimizzare i processi di ricerca e offrire sostegno alle famiglie colpite dalla scomparsa di un proprio caro.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.