Caro tassi e domanda debole frenano gli investimenti in Bergamo

Industria Bergamasca, calano le imprese investitrici nel 2023, pessimismo per il 2024

Nel corso del 2023, le imprese manifatturiere di Bergamo hanno mostrato una netta riduzione della propensione agli investimenti, una tendenza che si prevede continuerà nel 2024. Il recente studio della Camera di commercio di Bergamo rivela che solo il 60% delle industrie ha investito nel 2023, registrando un calo del 9% rispetto all’anno precedente. La percentuale, pur rimanendo la più alta tra i vari settori, sottolinea una flessione marcata rispetto agli anni scorsi, con Bergamo che perde il suo vantaggio competitivo.

Anche l’artigianato segue questa direzione, scendendo al 28% dal 34%. Il settore terziario si mantiene stabile, con un lieve vantaggio rispetto al 2022. La dimensione dell’impresa emerge come fattore determinante nella propensione ad investire, con le più grandi che tendono a investire di più. Tuttavia, anche tra coloro che hanno investito, si nota un rallentamento, specialmente nell’industria dove gli investimenti maggiori si attestano al 67%, contro il 71% dell’anno precedente. Contrariamente, il commercio al dettaglio mostra una crescita degli investimenti.

Gli investimenti si concentrano maggiormente sulla componente materiale, come impianti e macchinari, con un’incidenza oltre il 50% del totale. I software rappresentano la maggiore voce di spesa tra gli investimenti immateriali, specialmente nell’industria. La mancanza di una reale esigenza è la principale motivazione per le imprese che non hanno investito, suggerendo una cautela diffusa nel panorama imprenditoriale.

Le previsioni per il 2024 non sono ottimistiche, soprattutto tra gli artigiani, con aspettative ampiamente negative. Ciò, nonostante le attese di una discesa dei tassi di interesse, riflette le preoccupazioni per le ripercussioni di una politica monetaria restrittiva sulla domanda.

Carlo Mazzoleni, presidente della Camera di commercio, interpreta il 2023 come un anno di adattamento a nuove sfide, sottolineando l’impatto del ciclo manifatturiero negativo e l’incertezza internazionale come cause principali della frenata agli investimenti. La prudenza sembra essere la parola d’ordine tra gli imprenditori bergamaschi, in attesa di sviluppi positivi dal Piano nazionale Transizione 5.0.

Redazione

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