Bergamo Tomorrow
Accedi
Cerca
Close this search box.

I 60 euro al mese di Bertola ai genitori dell’assassinato Puppo: “In beneficenza”

Fabio Bertola, all'ergastolo nel carcere di Bollate per aver fatto uccidere 14 anni fa Roberto Puppo, sta versando alla famiglia un risarcimento ridicolo

Dopo più di un decennio dalla tragica perdita di Roberto Puppo, quarantaduenne di Osio Sotto ucciso in Brasile nel 2010, la sua famiglia si confronta con un gesto riparatorio del responsabile, un risarcimento a dir poco ridicolo che solleva questioni di valore e giustizia.

Un risarcimento che riapre vecchie ferite

Il 24 novembre del 2010, Roberto Puppo fu assassinato a Maceió, Brasile, in un’apparente rapina orchestrata da Fabio Bertola, un architetto immobiliarista di Verdellino in gravi difficoltà economiche. L’obiettivo di Bertola era riscuotere il premio assicurativo di 1.150.000 euro, con una macchinazione costruita su più polizze sulla vita che prevedeva l’omicidio mascherato da delitto di strada. Dopo una lunga battaglia legale, Bertola è stato condannato all’ergastolo e, nonostante il ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani sia stato respinto nel 2019, continua a cercare vie per una revisione del processo.

La proposta di risarcimento

Recentemente, Bertola, sotto pressione all’epoca per la gestione del Bar Hemingway di via Borfuro a Bergamo, ha proposto un risarcimento di 60 euro al mese alla famiglia Puppo, tramite i suoi legali Anna Marinelli e Riccardo Tropea. Nonostante questa somma sia descritta dai difensori come significativa per il condannato, la famiglia Puppo ha accolto l’offerta con riluttanza, vedendola come inadeguata e simbolica, ma preferendo destinarla in beneficenza in memoria di Roberto, piuttosto che lasciarla devolvere da Bertola a suo nome.

La reazione della famiglia Puppo

Anna Prospero, madre di Roberto, descrive come la proposta abbia riportato alla luce il dolore di un lutto mai superato. La famiglia, composta anche dal marito Antonio e dalla figlia Eva, ha deciso di accettare l’offerta, non per interesse personale ma per assicurarsi che le donazioni vadano a sostegno di cause benefiche a nome di Roberto, riflettendo il suo spirito altruista.

Il contesto giuridico e sociale

Nonostante l’apparente volontà di Bertola di impegnarsi in atti riparativi, i suoi legali chiariscono che il suo gesto non rientra tecnicamente nella giustizia riparativa. Bertola ha avuto anche l’opportunità di lavorare e guadagnare mentre si trova nel carcere modello di Bollate, dove ha anche svolto attività di volontariato.

Le complesse dinamiche della riparazione

Il caso di Roberto Puppo rimane un esempio doloroso di come la giustizia e il risarcimento possano intersecarsi con le emozioni umane e le realtà economiche in modi complessi e spesso insoddisfacenti. La famiglia Puppo, pur riconoscendo che nessun risarcimento potrà mai compensare la perdita di Roberto, sceglie di utilizzare questi fondi per perpetuare il legato di generosità di Roberto, sperando che almeno in questo modo possa esserci un senso di giustizia e memoria.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

carabinieri
La vittima è stata aggredita e derubata per esser derubata di una collanina d'oro...
I militari suonarono al citofono, ma non ottenendo risposta, registrarono l’assenza di Cavaliere, ipotizzando una...
incidente
Sentenza figlia del patteggiamento per la donna che investì in auto un novantunenne in bicicletta:...
Villaggio Nerazzurro, la novità della cronoscalata fino a San Vigilio e le ultime iscrizioni per...
La ciclopedonale della ValSeriana e la bici protagoniste insieme a 680 alunni di 26 scuole...

Altre notizie

Bergamo Tomorrow