Quasi metà di chi ha un lavoro in Lombardia non è soddisfatto della propria occupazione. Lo rivela un’indagine condotta dalla Cgia di Mestre, che ha elaborato i dati del rapporto BES (Benessere Equo Sostenibile), presentato dall’Istat. Anche se, tenendo conto delle risposte agli otto parametri presi in considerazione, con oltre l’86% di punteggi positivi la Lombardia arriva ad essere la regione dove in Italia risulta migliore la qualità del lavoro.
Quanto alle criticità, 7 lavoratori lombardi su 100 ritengono di essere pagati troppo poco, nonostante quasi un quarto abbia un livello di istruzione superiore rispetto alle mansioni svolte. La mancanza di regolarità contrattuale è stata segnalata dal 9% delle persone della regione. Solo il 5% dei lavoratori lombardi percepisce come insicuro il proprio lavoro, mentre il 7% è costretto ad accettare un part time. Poco più del 10% è occupato con lavori a termine da almeno 5 anni, mentre il tasso di infortuni gravi è del 7,4%, il più basso in Italia.
Una insoddisfazione crescente, anche se inferiore rispetto ad altre aree del Paese, dove aumentano i casi di dimissioni volontarie dei lavoratori dipendenti privati a tempo indeterminato con meno di 60 anni: nel 2022 (ultimo dato disponibile) hanno toccato quota 1.047.000 e, rispetto al 2019 (anno pre-Covid), sono cresciute di 236mila unità (+29,1%).
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.