Il Fagiolo di Clusven: Gandino custode della biodiversità

Un'antica varietà di fagiolo, coltivato da secoli in località Clusven a Gandino, parte della ricerca e del progetto di scienza diffusa di Increase

Un fagiolo e Gandino al centro del progetto mondiale di scienza diffusa. 27 Paesi europei coinvolti, coordinamento dall’Università Politecnica delle Marche e ulteriore spinta dai convegni: il 7 maggio a Roma a Palazzo Valentini dall’Annual Meeting di Increase, i successivi incontri fino al 10 presso la sede di FAO Food and Agricultural Organisation dell’ONU. Lo scopo della ricerca a livello comunitario è incrementare il sistema internazionale delle banche del “germoplasma”. Increase promuove, coinvolgendo i privati cittadini, l’agrobiodiversità, il consumo e la coltivazione di legumi.

Gandino per la biodiversità: il Fagiolo di Clusven

Oltre ai partner internazionali, per la Bergamasca sono parte attiva del progetto Increase la Comunità del Mais Spinato di Gandino e l’Orto Botanico “Lorenzo Rota” di Bergamo, che partecipa alla raccolta di dati agronomici delle cultivar ovvero le varietà agrarie di una singola specie presenti nella Valle della Biodiversità e collabora alla comunicazione. Obiettivo territoriale è la valorizzazione dell’antico “Fagiolo di Clusven”, un’antica varietà di Phaseolus coccineus, coltivato da oltre un secolo nella località di Clüsven in comune di Gandino. La famiglia contadina Bonazzi (soprannome Congenta), trasferitasi da Cazzano Sant’Andrea a Clüsven sin dalla prima metà dell’Ottocento, ha coltivato in quella zona Mais Spinato e fagioli. Roberto Colombi ai primi degli anni ’60, sposando una delle figlie Bonazzi, ha sempre coltivato in quel di Gandino, località “Rastei”, i semi ricevuti dai Bonazzi.

Increase e la coltivazione diffusa

L’idea di INCREASE è mettere a disposizione le risorse genetiche vegetali per migliorarne la conservazione, non solo nelle banche del germoplasma, ma coinvolgendo i cittadini volontari e favorendone l’utilizzo. Attraverso un Esperimento di Scienza dei Cittadini è stato messo alla prova questo concetto con un grande successo in termini di partecipazione. Migliaia e migliaia di cittadini in 24 paesi europei hanno piantumato i semi di fagioli inviando agli scienziati, tramite la app INCREASE, le foto sull’evoluzione della crescita delle piante.

Il progetto di scienza diffusa

INCREASE, sottolinea in una nota il coordinatore Roberto Papa, “rappresenta un impegno concreto per preservare il nostro patrimonio agro-alimentare. Nasce come sistema sperimentale, ma aspira a diventare un modello replicabile”. A rappresentare Gandino ai massimi livelli erano a Roma il Sindaco, Filippo Servalli, ed Angelo Savoldelli della Comunità del Mais Spinato di Gandino. Savoldelli, erede della famiglia custode del seme del Mais Spinato, è stato fra i primi maestri europei certificati per il Metodo Biointensivo ideato da John Jeavons: ha presentato in veste di relatore l’esperienza gandinese nella giornata dedicata ad “Agrobiodiversità per diete sane e sostenibili”.

Redazione

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