Morte di Angelo Bonomelli: le difese chiedono rito abbreviato

La difesa sostiene che nessuno degli imputati si è mai immaginato che Bonomelli potesse morire a seguito dell'incidente

La morte di Angelo Bonomelli in un parcheggio di Entratico non fu omicidio volontario con dolo eventuale, ma una conseguenza non voluta di una rapina. Gli avvocati Gianluca Quadri e Luca Bosisio, difensori di Matteo Gherardi e Omar Poretti, hanno richiesto alla Corte d’Assise di Bergamo di riqualificare il reato e di giudicare i loro assistiti con rito abbreviato. Anche la collega Roberta Zucchinali, che difende gli altri due imputati Rodolfo Luigi Gherardi e Jasmine Gervasoni, potrebbe seguire questa linea nell’udienza del 10 luglio.

Morte di Angelo Bonomelli: la linea difensiva

L’avvocato Quadri ha concentrato l’attenzione sulla quantità di Rivotril versato nel caffè di Bonomelli, sostenendo che fosse destinato solo a provocare l’addormentamento per rapinarlo. Gherardi, che aveva già utilizzato questo farmaco in altre rapine, si aspettava che l’anziano si addormentasse e si risvegliasse successivamente. L’auto con Bonomelli è stata portata in una zona industriale con la previsione che si sarebbe svegliato e sarebbe tornato a casa. Dopo aver venduto l’orologio dell’anziano in un Compro Oro, Gherardi e Gervasoni sono tornati nel parcheggio ma non hanno chiamato i soccorsi, convinti che Bonomelli fosse solo addormentato e che si sarebbe svegliato. Quadri esclude che sia stata usata un’intera boccetta di Rivotril: “Versare l’intero contenuto avrebbe richiesto troppo tempo, e la boccetta era già stata aperta e in parte versata”.

La rapina, secondo le difese, è stata un’azione improvvisata nata dalla necessità di denaro. Matteo Gherardi, ludopatico, doveva restituire 350 euro a un usuraio. Dopo il fallimento del tentativo di recuperare la somma la mattina, la rapina è avvenuta la sera ai danni di un imprenditore che si fidava di Gherardi e gli aveva prospettato un’assunzione. L’avvocato Bosisio ha spiegato che Poretti ha versato il medicinale nel caffè di Bonomelli su richiesta di Gherardi, con l’intento di poter affermare che Bonomelli stava bene quando lui se n’è andato. Poretti aveva bisogno di denaro in quel momento e ha accettato di aiutare Gherardi.

 

Redazione

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