Imprenditore aggredito a Villongo, rivelazione shock: «È stato mio fratello»

Dopo più di un anno risolto il mistero dell'aggressione all'imprenditore Calissi a Villongo: sottratto un orologio di marca, un debito non saldato il movente

Un’aggressione brutale avvenuta il 26 aprile 2023 a Villongo, che ha visto come vittima l’imprenditore Danilo Calissi, 67 anni di Sarnico, ha portato all’arresto di tre persone. Grazie alla testimonianza della sorella di uno degli aggressori, i carabinieri sono riusciti a identificare e arrestare due fratelli e un loro amico, tutti bresciani.

L’aggressione a Villongo l’anno scorso

L’aggressione è avvenuta in via Roma alle 7 del mattino, quando Calissi era di ritorno dopo aver accompagnato una delle figlie a prendere il bus per andare a scuola. I tre aggressori avevano studiato per giorni i movimenti di Calissi, aspettandolo nel luogo prestabilito. “Il movente dell’aggressione era un debito, anche se la somma esatta resta sconosciuta”, ha dichiarato il gip Lucia Graziosi.

La dinamica dell’attacco

Nell’ordinanza, il gip ha ricostruito la rapina: i tre uomini avevano il volto coperto da mascherine FFP2. Uno dei fratelli, il 58enne, si è avvicinato a Calissi chiedendogli “scusa”, come per chiedere un’informazione. Improvvisamente, lo ha colpito con un pugno in faccia e un calcio a un ginocchio, facendolo cadere a terra. I due aggressori hanno continuato a colpirlo con calci e pugni, portandogli via un prezioso orologio Tudor Montecarlo del valore di circa 8 mila euro. Dopo aver lanciato le chiavi di casa e della Range Rover di Calissi nel prato, sono fuggiti sull’auto guidata dal terzo complice, un uomo di 51 anni senza fissa dimora.

La confessione e gli indizi

La svolta nelle indagini è arrivata quando la sorella del 51enne si è presentata in caserma nel gennaio 2024. Ha raccontato ai carabinieri che il fratello le aveva mandato la fotografia di un orologio Tudor Montecarlo il giorno dell’aggressione, chiedendole di accertarne il valore. Successivamente, si era presentato alla sua porta con i vestiti sporchi di sangue, confessandole la rapina a Calissi, nei confronti dei quali un suo amico rivendicava un credito. Nei giorni seguenti, le aveva fornito ulteriori dettagli sul ruolo dei due fratelli nell’aggressione.

La sorella di uno dei tre: “Il colpevole è mio fratello”

La sorella ha consegnato ai carabinieri i vestiti sporchi di sangue del fratello, oltre agli screenshot e agli audio dei suoi messaggi. Le indagini hanno portato all’identificazione dei due fratelli. Il 58enne, che aveva precedenti per furti di biciclette elettriche e da corsa, è stato riconosciuto grazie alla descrizione dei testimoni e alla sua presenza tra gli amici di Facebook del complice. L’auto del 61enne, incensurato, è stata registrata dai lettori di targhe di Villongo durante l’orario della rapina, confermando la sua partecipazione all’attacco.

La decisione del gip

Il gip Lucia Graziosi ha stabilito la custodia cautelare in carcere per i tre accusati, vista la “significativa pericolosità sociale”, la condotta “particolarmente spregiudicata e lesiva” e l’efferatezza dell’aggressione avvenuta “in pieno giorno, ai danni di una persona ultrasessantacinquenne”. Martedì 9 luglio all’alba sono stati arrestati e compariranno il 10 luglio davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Guido Schininà.

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