Cividate – I lavoratori del magazzino Amazon di Cividate hanno deciso di incrociare le braccia per 24 ore, in risposta alla decisione dell’azienda di negare loro uno spazio interno per le assemblee. La prima delle tre assemblee programmate per il 16 luglio si è svolta all’aperto, con la partecipazione del sindacato Filt-Cgil che ha denunciato la situazione. La protesta durerà fino alle 6 del 18 luglio.
Secondo Pierluigi Costelli, della segreteria provinciale della Filt-Cgil di Bergamo, durante l’assemblea sono state riportate minacce di sanzioni disciplinari da parte della direzione operativa verso i partecipanti. Nonostante gli ostacoli, i lavoratori hanno deciso di andare avanti con lo sciopero per richiamare l’attenzione sulle problematiche del magazzino. La richiesta principale è un confronto sulle criticità operative non risolte da mesi.
La direzione del magazzino aveva giustificato il rifiuto di spazi interni per esigenze produttive legate all’aumento di volumi durante la settimana degli “Prime Days”. Questo ha esacerbato una situazione già tesa, con il sindacato che ha segnalato diverse irregolarità. Tra le principali criticità, il controllo severo sui lavoratori tramite telecamere e login, in violazione delle norme dell’Ispettorato del Lavoro.
Nel magazzino lavorano oltre mille persone, più numerosi dipendenti con contratti di somministrazione. La Filt-Cgil ha evidenziato che Amazon rifiuta di effettuare esami congiunti dei turni di lavoro e di discutere delle malattie lavorative, organizzando solo un incontro annuale con gli Rls. Dai messaggi raccolti, emerge un controllo a distanza sui lavoratori tramite login, pratica contestata dal sindacato.
Nel sito sono presenti 46 telecamere esterne e 437 interne, molte delle quali puntate direttamente sui lavoratori. Una fotografia ottenuta dalla Filt-Cgil mostra chiaramente una telecamera interna puntata su due dipendenti al lavoro, confermando le preoccupazioni dei sindacati.
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