Gli studenti bergamaschi hanno mostrato un miglioramento significativo nei voti della maturità negli ultimi cinque anni. I dati relativi all’anno scolastico 2023-2024 indicano un aumento delle eccellenze e una diminuzione dei voti più bassi, evidenziando una tendenza positiva rispetto agli anni precedenti.
Voti alla maturità: il confronto tra due anni
Nel confronto con l’anno scolastico precedente, gli studenti che hanno ottenuto il massimo dei voti sono aumentati. Quest’anno, circa 430 studenti hanno conseguito un voto di 100 o 100 e lode, con 350 che hanno ottenuto 100 e circa 80 che hanno raggiunto la lode. Questi rappresentano rispettivamente il 4,36% e l’1,05% del totale dei maturandi, percentuali superiori dello 0,06 e dello 0,15% rispetto all’anno scorso. D’altra parte, la percentuale di studenti che hanno ottenuto voti alti tra 91 e 99 è diminuita, passando dal 9,89% all’8,84%. Anche la percentuale di coloro che hanno ottenuto il minimo dei voti, il 60, è scesa dal 7,10% al 6,73%.
Maturità: Bergamo in linea con la Lombardia
La provincia di Bergamo si mantiene in linea con la media regionale lombarda. Se gli studenti bergamaschi che hanno ottenuto 60 rappresentano il 6,73%, sull’intero territorio della Lombardia la media è del 6,8%. Per i voti tra 61 e 70, Bergamo registra il 31,91%, leggermente inferiore al 32% della media regionale. Gli studenti che hanno conseguito il 100 sono il 4,36% contro il 4,3% regionale, mentre quelli con 100 e lode sono l’1,05% rispetto all’1,1% regionale.
Bergamo e il raffronto col dato italiano
A livello nazionale, i voti alti sono più comuni al Sud e al Centro Italia rispetto al Nord. A Bergamo, solo l’1,05% degli studenti ha ottenuto la lode, mentre la media nazionale è del 2,6%. Anche la percentuale di studenti che hanno conseguito 100 è inferiore, con il 4,36% a Bergamo contro il 7,2% a livello nazionale. I voti tra 91 e 99 sono stati ottenuti dall’8,84% degli studenti bergamaschi, mentre la media italiana è dell’11,2%.
La maturità 5 anni fa
Il confronto con i dati del 2019, l’ultimo anno pre-Covid, mostra un netto miglioramento nella fascia di valutazioni più alta. Nel 2019, il 7,2% degli studenti bergamaschi aveva ottenuto il 60, mentre quest’anno la percentuale è scesa al 6,73%. I voti tra 61 e 70 erano il 35,8% nel 2019 e sono diminuiti al 31,91% nel 2023-2024. Le lodi sono aumentate dallo 0,6% all’1,05% e i 100 dal 3,2% al 4,36%. Anche i voti alti tra 91 e 99 sono cresciuti dall’8,5% all’8,84%.
Voti per tipologia di scuola
Analizzando le scuole, i licei registrano i voti più alti. Quasi il 60% delle lodi provengono dai licei, il 30% dagli istituti tecnici e il 10% dai professionali. La distribuzione dei 100 è simile: quasi il 50% dai licei, circa il 30% dai tecnici e il 20% dai professionali. I voti più bassi, invece, sono più comuni negli istituti tecnici e professionali. Il 40% dei 60 proviene dai tecnici, il 40% dai professionali e il 20% dai licei. I voti tra 61 e 70 vedono una distribuzione del 25% dai licei, 35% dai tecnici e 40% dai professionali.
I perché dei voti alti
Claudio Ghilardi, dirigente scolastico del Liceo Sarpi e presidente provinciale dell’Associazione nazionale presidi, ha spiegato che il miglioramento dei voti è dovuto al consolidamento degli apprendimenti post-Covid. Ghilardi ha sottolineato che si osserva un ritorno a un percorso di apprendimento ordinario, con un recupero delle competenze rispetto agli anni della didattica a distanza (Dad). Le prove Invalsi hanno confermato questo recupero, dimostrando l’importanza della relazione umana in presenza per un apprendimento efficace.
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