La foto segnaletica di un marocchino di 45 anni con precedenti di polizia è stata diffusa su WhatsApp e gruppi social. L’uomo, secondo alcune voci, sarebbe stato visto vicino al luogo dove è stata accoltellata Sharon Verzeni la notte tra il 29 e il 30 luglio a Terno d’Isola. Sebbene non ci siano collegamenti confermati tra lui e l’omicidio della barista, gli inquirenti lo tengono sotto osservazione. Questo è dimostrato dalla perquisizione avvenuta il 6 agosto nel box di un condominio in via Carlo Pezzi a Capriate, luogo di residenza dell’uomo e di altri stranieri senza fissa dimora.
Il blitz dei carabinieri
Il blitz ha interessato anche altri garage del palazzo, come quello di proprietà di una coppia italiana che pare frequentasse il 45enne. Non è chiaro se siano stati trovati elementi utili alle indagini, ma i locali non sono stati sequestrati.L’attenzione dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Bergamo si è concentrata su questi box adattati ad alloggi di fortuna, uno dei quali, in via Castegnate, è stato sigillato il lunedì precedente.
Una situazione già segnalata
Il proprietario del garage in via Pezzi aveva segnalato la presenza di abusivi già a novembre. I carabinieri avevano identificato gli occupanti, trovando materassi, biciclette e vari oggetti personali. Il proprietario ha cambiato la serratura, ma il box è stato nuovamente occupato. L’uomo ha evitato di presentare denuncia per paura di ritorsioni, e poco dopo ha trovato la sua auto danneggiata.
Un volto noto nel palazzo
Il marocchino è noto agli inquilini del palazzo. Il suo domicilio è registrato a Capriate, via Pezzi 7, dove si trova il box occupato. È probabile che l’indirizzo gli sia stato assegnato dopo la scoperta della sua presenza nel garage da parte dei carabinieri. Gli occupanti di questi garage si alternano frequentemente, e dalle foto scattate dai residenti, si vede che conducono una vita quasi normale.
Sospetti di attività illecite
C’è il sospetto che gli occupanti vivessero di espedienti, come lo spaccio di stupefacenti. Venivano visti spostarsi in bicicletta, e qualcuno sospetta che frequentassero spesso Terno d’Isola. Un dettaglio importante su cui gli inquirenti stanno lavorando è che, la notte dell’omicidio, una delle persone riprese nella zona era in bicicletta. Tuttavia, la scarsa qualità delle immagini non ha permesso di identificare il volto. Sono stati sequestrati diversi coltelli, ma nessuno sembra essere collegato al delitto.
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