A Terno d’Isola, le indagini sull’omicidio di Sharon Verzeni si intensificano con l’utilizzo di tecniche di indagine genetica. Gli investigatori hanno prelevato campioni biologici dai residenti di via Castegnate per confrontarli con le tracce trovate sul corpo e sui vestiti della vittima, nella speranza di individuare l’assassino.
L’omicidio e le prime indagini
Sharon Verzeni è stata trovata senza vita nella notte tra il 29 e il 30 luglio in via Castegnate. Era mezzanotte e cinquanta minuti quando la barista di 33 anni fu aggredita e accoltellata mentre si trovava per strada. Da allora, i carabinieri del nucleo investigativo di Bergamo hanno lavorato incessantemente per risolvere il caso, ma finora senza identificare un sospettato. Le telecamere di sorveglianza della zona hanno catturato immagini di pedoni, ciclisti e veicoli, ma nessuna prova decisiva è emersa fino a questo momento.
La svolta del test del DNA
Le indagini hanno ora preso una piega diversa, con l’accento sull’analisi genetica. Gli investigatori hanno iniziato a raccogliere campioni di DNA dai residenti di via Castegnate e dalle strade circostanti. L’obiettivo è confrontare questi campioni con le tracce trovate sul corpo di Sharon. Una raccolta di reperti tramite tampona di DNA a cui stanno provvedendo i Carabinieri. Non a domicilio, ma invitando gli interessati in caserma.
Il parallelismo tra Sharon Verzeni e Yara Gambirasio
L’utilizzo dell’analisi genetica ricorda il caso di Yara Gambirasio, la tredicenne ginnasta di Brembate Sopra trovata senza vita a Chignolo d’Isola nel 2011. Anche in quel caso, le indagini avevano previsto la raccolta e il confronto di migliaia di campioni di DNA, che alla fine hanno portato all’identificazione e alla condanna di Massimo Bossetti. Sebbene il contesto sia diverso, gli investigatori sperano che l’approccio genetico possa offrire indizi chiave anche nel caso di Sharon Verzeni.
Indagini sulla cerchia di relazioni di Sharon
Nel frattempo, le autorità stanno esaminando attentamente la rete di relazioni personali e professionali di Sharon. Durante un interrogatorio di cinque ore, il compagno della vittima, Sergio Ruocco, ha fornito dettagli che potrebbero rivelarsi cruciali per le indagini. Sebbene non siano emersi indizi di colpevolezza nei suoi confronti, o nei confronti di altre persone a lui vicine, le informazioni raccolte potrebbero aprire nuove piste investigative. Bruno Verzeni, padre della vittima, ha assicurato che Sharon era molto contenta dei rapporti coi colleghi.
La pista del vicino di casa
La decisione di raccogliere campioni di DNA dai residenti suggerisce che gli investigatori non escludono l’ipotesi che l’assassino possa vivere nelle vicinanze. Questo scenario inquieta la comunità, che da 16 giorni vive nell’ansia che l’assassino possa essere qualcuno conosciuto, magari un vicino di casa.
Le prossime fasi delle indagini
Le indagini proseguiranno con l’analisi dei campioni raccolti e con ulteriori approfondimenti sulla vita e sulle relazioni di Sharon Verzeni. Nel frattempo, la comunità di Terno d’Isola resta in attesa di risposte, sperando che presto venga fatta giustizia per la giovane donna brutalmente uccisa.
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