Alla riscoperta dei suoni delle campane
Il concerto accomuna sistemi suonati elettricamente a sistemi isolati manualmente, in dialogo corale per la solennità patronale, momento di riscoperta di suoni plurisecolari e significativi che in questa occasione prendono forma nel momento pomeridiano. Sarà come sempre il Campanone della Torre Civica ad aprire e chiudere la manifestazione, con inserti sonori molteplici che vedranno protagoniste, suonate manualmente, le campane del monastero di Santa Grata, di Sant’Agata al Carmine, San Lorenzo, e risalendo i colli, San Vigilio e San Martino alla Pigrizia. In città bassa, Santa Lucia e San Tomaso de’ Calvi, insieme a Santo Spirito e a Sant’Alessandro in Pignolo, andranno a chiudere questo complesso di parti manuali. Si tratta di una tradizione nata nel Diciottesimo secolo e riconosciuta patrimonio Immateriale delle Alpi della Regione Lombardia, oggi iscritta all’elenco degli Intangible Search.
I campanili a Sant’Alessandro e il suono dell’Allegrezza
Quest’anno, in ragione della collocazione pomeridiana dell’evento, grande spazio verrà dato al suono dell’allegrezza, termine medioevale usato dai pastori per festeggiare con il suono del baghèt e della cornamusa la nascita di Gesù durante la novena natalizia. Tale termine è passato poi al suono delle campane per indicare il momento della festa con il suono a tastiera. La matrice di tale suono sembra rinviare alla corrente dei mercanti che dal nord Europa – in particolare dall’Olanda, Belgio e Francia – avrebbero probabilmente portato il suono in scala diatonica maggiore con repertorio colto per 50 campane e oltre a più semplici concerti di 5, 8 e 10 campane della nostra regione.

Campane: una polifonia di suoni
La differenza tra i due sistemi di suono, vale a dire quello carillon colto rispetto a quello popolare, sta nel fatto che in Lombardia esiste un patrimonio interamente orale che nel corso dei secoli non ha conosciuto soluzione di continuità e che è stato tramandato di generazione in generazione. Tutto è oggi oggetto di trascrizione e sistematica e catalogazione. Ogni anziano portatore della tradizione è stato ed è ancora oggi per noi una fonte di memoria inesauribile cui attingere e sul cui materiale studiare per apprendere tecniche, motivi e circostanze di un contorno sociale che non esiste più ma che ancora oggi suscita profonda emozioni in chi ascolta questa musica arcaica.

Campanari e campanili
Si tratta di un grande traguardo raggiunto circa 10 anni fa dalla tradizione bergamasca. La promozione operata dalla Federazione Campanari Bergamaschi in collaborazione con il Comune di Bergamo e la Curia Vescovile, porta annualmente ad ascoltare, tra i diversi rumori, il suono delle campane, che viene guidato tramite depliant e manifesto che alleghiamo, strumenti che consentono di poter ascoltare nei diversi momenti del pomeriggio le campane più antiche suonate a mano e quelle più recenti automatizzate.
Un secondo momento d’incontro con la tradizione sarà lunedì 26 agosto con il suono pomeridiano del castello mobile in tre postazioni cittadine. Un telaio di 10 campane illustrativo delle tecniche impiegate nei campanili per il suono a festa. I dépliant sopra riportati indicano luoghi e rispettivi orari di suono.
Ringraziamo come sempre Comune, Curia Vescovile e le singole parrocchie che manifestano la loro disponibilità per questo evento. Per ogni ulteriore informazione rimandiamo al nostro contatto info@campanaribergamaschi.net

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