Le vestigia del passato della Bergamo medievale fino all’alba dello scorso millennio, riemerse il 13 agosto scorso durante l’ennesimo cantiere all’incrocio Borgo Palazzo-Camozzi-Frizzoni-Pignolo, dovranno scomparire di nuovo sotto il manto stradale per il bene di tutti. Questo l’esito della “scoperta” degli scavi per il teleriscaldamento.
Una decisione necessaria per la viabilità urbana
Il tratto di Muraine scoperto durante i lavori in via Camozzi verrà reinterrato una volta conclusi i rilievi archeologici previsti entro la fine del mese. La decisione è stata presa in considerazione delle difficoltà logistiche e dell’impatto che la creazione di un sito archeologico visitabile avrebbe sul traffico cittadino, soprattutto in un’area strategica come quella tra via Borgo Palazzo, via Camozzi e via Frizzoni. I resti di Porta Sant’Antonio, che “difendeva” i borghi che danno sulla strada di circonvallazione, oggi appunto via Camozzi e via Frizzoni, dove un’altra evidente traccia dell’antica cinta muraria è la Torre del Galgario, non resteranno quindi a cielo aperto.
Proseguono i rilievi e la conservazione del sito
Le indagini archeologiche sullo stato del manufatto continueranno fino alla fine di agosto, con modifiche alla viabilità già disposte dal Comune per consentire le operazioni. Successivamente, il tratto di Muraine verrà ricoperto con tessuti protettivi appositi per garantirne la conservazione. La posa dei tubi per il teleriscaldamento, prevista come prossima fase dei lavori, è in programma per l’estate del 2025.
Le Muraine e Porta Sant’Antonio: un patrimonio storico
Le Muraine erano parte del sistema difensivo di Bergamo in epoca basso-medievale, costruito per proteggere i borghi sviluppatisi lungo le strade che collegavano il capoluogo orobico con i territori circostanti. Questo sistema seguiva in gran parte il percorso della Roggia Serio Grande, che fungeva da fossato lungo le future vie Tiraboschi, Zambonate e Camozzi. Porta Sant’Antonio, uno degli ingressi principali di Bergamo, faceva parte di queste fortificazioni ed è stata probabilmente abbattuta già nell’Ottocento, molto prima dell’abolizione della gabella e della demolizione delle Muraine in occasione del capodanno del 1901.
Il materiale ritrovato e il museo storico
Parte del materiale rinvenuto e le fotografie del reperto saranno consegnati al Museo storico di Bergamo all’interno della Rocca o a un’altra istituzione culturale cittadina. Questi dati verranno anche confrontati con le carte storiche per approfondire la comprensione delle trasformazioni urbanistiche di Bergamo nel corso del tempo. La decisione di reinterrare il tratto di Muraine, proteggendolo con tessuti appositi, assicura che il sito venga preservato per eventuali future ricerche.
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