Padre no-vax a processo per maltrattamenti psicologici e denigrazione della moglie

Metteva continuamente i figli contro la madre da cui s'era separato: 48enne della Val Cavallina a processo, non può più rivederli

In Val Cavallina, un uomo di 48 anni è attualmente a processo per presunti maltrattamenti psicologici nei confronti dei figli e denigrazione della moglie. Secondo le accuse, l’uomo avrebbe influito negativamente sull’equilibrio psichico dei minori, con comportamenti perturbatori e una costante istigazione contro la madre, da cui si era separato nel 2016. La vicenda, al centro di un delicato dibattimento in aula, ha visto anche l’intervento dei Servizi sociali e il temporaneo allontanamento dei figli.

Padre a processo: influenza i figli e li aizza contro la moglie

Secondo quanto riferito dall’ex moglie durante l’udienza tenutasi il 25 settembre, l’uomo si sarebbe definito un veggente, capace di curare con le mani grazie alla sua “energia”. Dopo una fiera dell’Oriente, avrebbe iniziato a parlare di sé come “colui che è eterna essenza incarnata” e di poter guarire con pratiche alternative, come l’uso di “acqua miracolosa”. Nel corso del tempo, avrebbe negato l’efficacia della medicina tradizionale, rifiutando anche di firmare per i vaccini obbligatori dei figli, e negato l’esistenza del Covid-19, alimentando nei bambini una percezione distorta della realtà.

Maltrattamento psicologico

Le accuse di maltrattamento psicologico sono emerse nel contesto di una separazione difficile, con l’uomo che, dopo la rottura, avrebbe ripetutamente denigrato la madre davanti ai figli. Secondo il racconto dell’ex moglie, l’uomo avrebbe incoraggiato i ragazzi a disobbedire, istigandoli a comportamenti ostili nei suoi confronti. Tra i vari episodi, i bambini avrebbero bagnato le lenzuola e nascosto le chiavi dell’auto, sempre spinti dalle parole del padre, che li avrebbe incitati a farla arrabbiare e registrare le sue reazioni. Nei messaggi trovati sul telefono di uno dei figli, l’uomo avrebbe inviato frasi come «Statele addosso, è tutta colpa sua» e inviato vocali in cui li spingeva contro la madre.

La disperazione della moglie

L’ex moglie ha spiegato che la situazione ha raggiunto livelli estremi, con i figli che distribuivano bigliettini in cui chiedevano aiuto, sostenendo che la madre fosse violenta e che non permettesse loro di vedere il padre. La donna, seguendo le indicazioni dei Servizi sociali, è arrivata a nascondere i coltelli in casa, dopo che il figlio più piccolo ne aveva infilato uno nel suo letto. Le aggressioni includevano insulti, minacce e sputi, con continui contatti via e-mail tra l’uomo e gli assistenti sociali, in cui l’uomo cercava di dipingere la moglie sotto una luce negativa.

L’allontanamento del padre dai figli

Nel 2021 le autorità hanno deciso di sospendere le visite del padre ai figli, e nell’agosto dello stesso anno è stato emesso un divieto di avvicinamento per l’uomo. I figli, inizialmente affidati a due diverse comunità, hanno lentamente ricostruito il rapporto con la madre, con la quale sono tornati a vivere solo da pochi mesi. Il processo, tuttora in corso, vede la prossima udienza fissata per il 15 gennaio.

L’ex moglie ha anche raccontato come l’uomo si fosse avvicinato a una setta e avesse coinvolto i figli in teorie complottiste, inclusa l’adesione a un sedicente “tribunale del popolo” che aveva perfino inviato una notifica di apertura indagini alla curatrice dei minori.

 

Redazione

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