Esondazione del Morla: Bianchi (FdI) solleva dubbi sull’attuazione del contratto di fiume

Dopo le recenti esondazioni, il consigliere comunale Filippo Bianchi chiede chiarimenti sull'effettiva attuazione del contratto sottoscritto a febbraio per la gestione del bacino del Morla e Morletta

Le polemiche sulle esondazioni del fiume Morla e del torrente Tremana, avvenute due settimane fa, continuano a sollevare preoccupazioni tra i cittadini e i rappresentanti istituzionali. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Filippo Bianchi, ha presentato un ordine del giorno al Consiglio comunale di Bergamo per fare chiarezza sullo stato di attuazione del contratto di fiume Morla e Morletta, firmato dal Comune l’8 febbraio 2023.

Bianchi e il contratto di fiume

Bianchi esprime perplessità riguardo all’effettiva esistenza e applicazione del contratto, sottolineando che “il Consiglio comunale non ha evidenza della sua esistenza”. Secondo il consigliere, il contratto prevedeva un importante ruolo di coordinamento e controllo da parte del Comune di Bergamo, in quanto capofila del progetto. Il contratto di fiume, spiega Bianchi, rappresenta uno strumento essenziale per la gestione integrata del bacino idrico, in quanto coinvolge vari soggetti territoriali e garantisce una visione d’insieme che supera i limiti dei confini amministrativi.

Mancanza di azioni concrete

Nonostante la sottoscrizione del contratto, Bianchi critica l’assenza di interventi tangibili e accusa gli enti coinvolti di focalizzarsi solo sugli aspetti di facciata, come il cambiamento climatico, senza implementare azioni pratiche. “Sarebbe servita un’immediata attuazione delle misure previste, come la pulizia degli alvei e la manutenzione degli argini”, sostiene il consigliere. Le recenti esondazioni, infatti, hanno messo in luce una serie di criticità legate alla gestione delle acque nel territorio, sollevando interrogativi sulle misure preventive adottate.

Informativa in commissione consiliare

Bianchi chiede che venga presentata un’informativa dettagliata in II commissione consiliare permanente per chiarire quali delle 35 azioni previste dal contratto di fiume siano state effettivamente realizzate fino ad oggi e quali siano i progetti futuri. L’urgenza di una risposta è legata alle carenze nel bacino idrico, che hanno contribuito al disastro, e alla necessità di pianificare interventi sia a breve che a lungo termine per evitare che situazioni simili si ripetano.

Necessità di indagini più approfondite

Inoltre, il consigliere Bianchi contesta la richiesta di archiviazione dell’esposto presentato per indagare sulle dinamiche che hanno portato alle esondazioni. “Quando le situazioni sono così complesse e articolate, è indispensabile approfondire le indagini e affrontare i problemi uno per uno”, afferma, ribadendo l’importanza di identificare e risolvere tutti i punti di debolezza nella gestione del territorio. Ignorare queste criticità, secondo Bianchi, potrebbe portare al ripetersi di episodi simili in futuro.

Concludendo, il consigliere invita il Comune e gli altri enti coinvolti a prendere seriamente gli impegni previsti dal contratto e a fornire risposte concrete ai cittadini, dimostrando un’effettiva volontà di prevenire ulteriori disastri ambientali.

 

Redazione

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