Va in coma dopo un’iniezione e muore in 6 mesi: due medici sotto processo

Il giovane Jason Mensah Brown, 23 anni, è deceduto dopo un coma durato sei mesi. Due sanitari sono accusati di negligenza

Jason Mensah Brown, un ragazzo di 23 anni di origine ghanese, è morto dopo essere rimasto in coma per sei mesi a causa, secondo l’accusa, di un’iniezione di Midazolam, somministrata al pronto soccorso dell’ospedale di Alzano Lombardo. L’episodio risale al 24 luglio 2019, quando Jason, in stato di agitazione, venne trovato dalla polizia locale di Alzano e condotto in ospedale, dove gli fu somministrato il sedativo. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, il farmaco avrebbe provocato un arresto cardiocircolatorio, con gravi conseguenze neurologiche che lo portarono in coma.

Oggi, i due medici che erano in servizio quel giorno, A.M., 46 anni, e F.P., 40 anni, sono sotto processo con l’accusa di negligenza, imprudenza e imperizia. Secondo il gup Lucia Graziosi, i sanitari avrebbero agito in violazione delle linee guida mediche e delle buone pratiche cliniche riconosciute. In particolare, il Midazolam sarebbe stato somministrato senza le dovute precauzioni, come la presenza di un cardiologo o l’uso di apparecchiature per la rianimazione, necessarie per monitorare le condizioni del paziente dopo la somministrazione del farmaco.

Il caso clinico e le accuse

Il giorno dell’incidente, Jason si trovava ad Alzano Lombardo per incontrare degli amici, quando fu fermato dalla polizia locale in stato di forte agitazione, probabilmente dovuta all’uso di hashish. Condotto al pronto soccorso, il 23enne mostrò un ulteriore aumento dello stato di agitazione. Per calmarlo, il medico di turno, in consultazione con uno psichiatra, decise di somministrare il Midazolam. Tuttavia, pochi minuti dopo l’iniezione, Jason entrò in coma.

La tesi accusatoria sostiene che l’arresto cardiocircolatorio subito dal giovane, sebbene durato solo un minuto, provocò un danno cerebrale irreversibile, che lo mantenne in stato vegetativo per sei mesi. Durante questo periodo, Jason perse notevolmente peso, fino a ridursi a circa trenta chilogrammi. Il giovane è morto il 13 febbraio 2020.

Le fasi del processo

Il processo a carico dei due sanitari è stato avviato dopo che i familiari di Jason, in particolare la sua fidanzata Federica, madre di suo figlio Jayden, e i suoi fratelli, si sono opposti alla richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero. Nonostante una prima valutazione che escludeva responsabilità dirette da parte dei medici, la decisione di rinviarli a giudizio è stata presa durante l’udienza preliminare, tenutasi davanti al gup.

Le famiglie chiedono giustizia

Federica, insieme alla ex fidanzata di Jason, Rose, e ai suoi fratelli Marvin e Frank, si è costituita parte civile, chiedendo che venga fatta giustizia per la morte del 23enne. I familiari, assistiti dagli avvocati Loredana Scaramozzino e Giuseppe Profeta, hanno denunciato una gestione medica negligente e chiedono il riconoscimento delle responsabilità dei due medici.

Le prossime udienze

La prossima udienza del processo è fissata per il 6 febbraio 2025, quando verranno ascoltati i testimoni dell’accusa e della difesa. Il 6 marzo saranno invece chiamati a deporre gli otto consulenti tecnici, che esporranno le loro perizie sui fatti.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Dalla progettazione tecnica alla grande giornata inaugurale, il nuovo istituto “Rinaldini” rappresenta un investimento per...
Incidente nella notte di venerdì 11 settembre tra una Renault Twingo e una Bmw. La...
La nuova attività sul sagrato della Basilica corre già a pieno ritmo dopo l’apertura: venerdì...
La Cassazione ha respinto il ricorso della difesa di Krystyna Mykhalchuk: confermati i 18 anni...
La nuova rotta internazionale collega per la prima volta lo scalo lombardo con la Libia,...
L'uomo è stato individuato dalla polizia locale mentre dormiva nell'area verde dell'Oasi. Era privo di...

Altre notizie