Morte in motoslitta sul Pora 4 anni e 8 mesi fa: “2 anni di carcere per l’accompagnatore”

La tragedia avvenuta nel febbraio 2020: accusato di omicidio colposo il contitolare della società che organizzò l'escursione

L’8 febbraio 2020, sul Monte Pora, il tragico incidente e la morte di Flamur Krasniqi, un consulente svizzero di 41 anni. Krasniqi, appassionato di motoslitte, aveva già partecipato a un’escursione di gruppo nel pomeriggio e, entusiasta dell’esperienza, decise di ripetere la gita notturna, questa volta in compagnia di una guida e di un collega. Tuttavia, durante il tragitto, Flamur Krasniqi perse il controllo della motoslitta schiantandosi mortalmente contro un palo, senza indossare né casco né maschera.

La morte notturna in motoslitta: il processo

La responsabilità dell’incidente è ora al centro di un processo, che vede accusato di omicidio colposo il contitolare della società che organizzò l’escursione, nonché accompagnatore della spedizione quella sera. Nell’udienza dello scorso venerdì 18, la Procura di Bergamo ha chiesto una condanna a due anni di reclusione per negligenza, sostenendo che l’accompagnatore non abbia preso le dovute precauzioni di sicurezza per una gita notturna.

La ricostruzione della Procura

Secondo l’accusa, quella notte le condizioni erano ben diverse rispetto al pomeriggio: buio, neve ghiacciata e assenza di segnalazioni adeguate. La mancanza di un briefing pre-partenza, unitamente al fatto che non fosse stato imposto a Krasniqi l’uso del casco, avrebbe aumentato i rischi. La Procura sostiene inoltre che l’accompagnatore si sia distanziato troppo dal gruppo, lasciando Krasniqi indietro con un altro ospite, che invece indossava regolarmente il casco. Il tragitto si sarebbe svolto in condizioni di scarsa visibilità, con la guida che si era fermata nei pressi di una curva per segnalarne la presenza, ma senza un’adeguata assistenza agli altri partecipanti.

La difesa chiede l’assoluzione

L’avvocato Ettore Tacchini, difensore dell’imputato, ha chiesto l’assoluzione, sostenendo che le gite notturne siano popolari tra gli escursionisti e che la zona dove si è verificato l’incidente non fosse così pericolosa come descritto dalla Procura. Tacchini ha contestato i risultati della consulenza, affermando che la pendenza del tratto fosse minima e che il consulente fosse arrivato in quel luogo in una stagione diversa e a distanza di tempo.

Morte sul Pora: udienza aggiornata

Inoltre, la difesa ha sottolineato che Krasniqi non era un principiante e che, già durante l’escursione del pomeriggio, aveva mostrato impazienza nel seguire le istruzioni, viaggiando autonomamente rispetto al gruppo. Secondo il legale, anche durante la notte dell’incidente non ci sarebbero state condizioni di buio completo, poiché la presenza della luna avrebbe garantito una certa visibilità.

La prossima udienza del processo è fissata per il 30 ottobre, quando si attende il proseguimento delle testimonianze e delle discussioni in aula.

 

Redazione

Seguici su

Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

La nuova attività sul sagrato della Basilica corre già a pieno ritmo dopo l’apertura: venerdì...
Carabinieri
I carabinieri hanno identificato i ragazzi attraverso testimonianze, videosorveglianza e alcuni filmati che sarebbero stati...
La Cassazione ha respinto il ricorso della difesa di Krystyna Mykhalchuk: confermati i 18 anni...
Una nuova sfida agonistica nell’anno del centenario dell’impianto bergamasco: appuntamento per martedì prossimo nella rinnovata...
La nuova rotta internazionale collega per la prima volta lo scalo lombardo con la Libia,...
La consulenza tecnica esclude responsabilità penali legate al cantiere della tranvia T2: l’esondazione del Tremana...

Altre notizie