Un legame lungo 115 anni unisce Bergamo al Giro d’Italia, sin dalla sua prima edizione. Il 13 maggio 1909, la città orobica fu una delle tappe della corsa inaugurale, partita da Milano alle 2:53 di notte. Obiettivo: percorrere i 397 chilometri fino a Bologna entro il tardo pomeriggio, prima che calasse il buio.
Porta Nuova: ristoro e controllo
Alle 4:47 del mattino, il primo gruppo di 39 corridori giunse a Porta Nuova, accolto da una folla entusiasta che, nonostante l’ora, aveva già affollato la zona. «È un gruppo abbastanza folto, preceduto dall’automobile della stampa ufficiale», raccontavano le cronache dell’epoca. «Alla testa, Luigi Ganna, accolto da un fragoroso applauso».
Ganna, soprannominato il “Re del fango”, era uno dei favoriti e dimostrò subito la sua forza, guidando il gruppo con sicurezza. A Porta Nuova i ciclisti trovavano un tavolo di controllo e un punto di ristoro con borracce d’acqua, zabaioni e altri ricostituenti. Dopo la sosta, proseguirono lungo via Frizzoni, attraversando Borgo Palazzo, per poi dirigersi verso Seriate e Brescia.
La corsa dei favoriti: Ganna e il ritardo di Gerbi
Mentre Ganna conquistava la leadership, un altro grande nome della corsa, Giovanni Gerbi, soprannominato il “Diavolo Rosso”, subì un ritardo significativo. Caduto poco dopo la partenza, Gerbi dovette tornare indietro per riparare la bici, compromettendo le sue possibilità nella prima tappa.
Alle 6:00 del mattino, un telegramma giunse al comitato di Porta Nuova: «Gerbi riparte. Favorite attendere controllo e rifornimento. Firmato Gerbi». Il corridore astigiano arrivò finalmente a Bergamo alle 7:49, accolto da un «uragano di applausi» come riportò un cronista de L’Eco di Bergamo. Dopo essersi rifocillato, ripartì con un ritmo serrato, deciso a recuperare terreno.
Gli ultimi arrivati e il traguardo a Bologna
Non tutti ebbero la stessa fortuna. L’ultimo a passare da Porta Nuova fu Ernesto Vitali, ciclista ferrarese, visibilmente provato dopo una caduta. Con una botta al viso e una bici danneggiata, Vitali proseguì con grande determinazione, rappresentando lo spirito di sacrificio che caratterizzava quei pionieri del ciclismo.
La tappa si concluse a Bologna, dove Dario Beni, della squadra Bianchi, tagliò per primo il traguardo dopo 14 ore, 6 minuti e 15 secondi di pedalata ininterrotta. Il primo Giro d’Italia, composto da otto tappe per un totale di 2.447 chilometri, fu vinto proprio da Luigi Ganna, che scrisse il suo nome nella storia del ciclismo.
Una corsa leggendaria
Quella del 1909 fu una gara epica, con strade sterrate e condizioni proibitive, che segnò l’inizio di una delle competizioni più iconiche del mondo. Bergamo, con il suo caloroso benvenuto ai corridori, si inserì fin da subito nel filo rosa che continua a legarla al Giro d’Italia.
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