Un viaggio nel tempo attraverso l’iconico viale Papa Giovanni XXIII, conosciuto un tempo come viale Roma, come continua a chiamarsi in vece il rettilineo tra Porta Nuovo e viale Vittorio Emanuele, è il cuore della mostra fotografica Cent’anni di Viale. L’esposizione, visitabile fino al 15 dicembre, è ospitata in due sedi: il Chiostro delle Grazie (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18) e l’atrio della Stazione Autolinee (dalle 8 alle 21). La mostra è organizzata dalla Rete Centro Papa Giovanni XXIII con la direzione creativa di Matteo Cundari, videomaker e appassionato collezionista di oggetti vintage. L’accesso è gratuito.
Una cornice storica tra fotografie e installazioni
Le due sedi espositive offrono percorsi complementari. Al Chiostro delle Grazie sono esposte circa 80 fotografie, alcune stampate su grandi pannelli, altre integrate in installazioni multimediali. Tra gli oggetti, spicca una radio d’epoca che trasmette audio in loop, evocando momenti chiave come l’elezione di Papa Roncalli, frammenti di programmi TV storici come SuperGulp! e la voce di Mike Bongiorno.
All’atrio della Stazione Autolinee, invece, si trovano 30 fotografie che documentano la trasformazione della stazione stessa e del viale nel corso del tempo. Qui un televisore anni ’60 mostra immagini d’archivio in bianco e nero non esposte fisicamente per ragioni logistiche, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva e dinamica.
Racconti d’autore e trasformazioni urbane
Negli anni, viale Papa Giovanni XXIII ha ispirato numerosi autori e visitatori. Dino Buzzati lo descriveva come «uno dei viali maggiori della città», mentre Hermann Hesse, giungendo in treno, lo definiva «ampio e imponente». Il profilo del viale, con i Propilei che proteggono il centro cittadino e lo skyline di Città Alta, rimane un simbolo inconfondibile di Bergamo.
La mostra ripercorre momenti cruciali della storia del viale, come l’inaugurazione del monumento agli Alpini, le visite di capi di Stato e di Papi, le sfilate di mezza Quaresima e le processioni. Un viaggio che parte dal bianco e nero di un’epoca contadina, passando per le innovazioni tecnologiche come la televisione e i videogiochi degli anni ’80, fino ai giorni nostri.
Collaborazioni e materiali unici
L’iniziativa si avvale di numerosi contributi. I materiali fotografici provengono dagli archivi del Museo delle Storie, Storylab e «L’Eco di Bergamo», con il sostegno di Ana-sezione di Bergamo. Fondamentale è stato anche il coinvolgimento dei cittadini, che hanno fornito scatti inediti e originali, arricchendo ulteriormente la narrazione visiva.
L’organizzazione è stata resa possibile grazie alla Parrocchia di Santa Maria Incoronata delle Grazie, insieme all’Associazione Bergamo in Centro, il Dopolavoro Ferroviario di Bergamo e il Comitato Piazzale Marconi. Tra i partner spiccano il Comune di Bergamo e Kurvers Piping Italy, che hanno garantito il successo dell’evento.
Un’esperienza tra passato e futuro
L’esposizione non si limita a raccontare il passato, ma coinvolge anche i più giovani. Un computer Mac del 2000 è stato appositamente allestito per permettere ai bambini di sperimentare videogiochi vintage. Questo dettaglio, curato da Matteo Cundari, collega idealmente l’eredità del viale alla modernità.
La memoria e un luogo simbolo
La mostra Cent’anni di Viale offre un’opportunità unica per scoprire l’evoluzione di uno dei luoghi simbolo di Bergamo, attraverso fotografie, oggetti e testimonianze. Un viaggio nella memoria collettiva, che guarda al futuro con un occhio attento al passato.
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