L’andamento generale: numeri in chiaroscuro
L’export della provincia di Bergamo evidenzia segnali misti nel 2024. Se nel terzo trimestre si registra una crescita del 3% (4,879 miliardi di euro contro i 4,735 dello stesso periodo del 2023), i primi nove mesi dell’anno segnano una contrazione complessiva dell’1,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Complessivamente, il valore delle esportazioni orobiche da gennaio a settembre si attesta a 15,2 miliardi di euro, contro i 15,5 miliardi del 2023.
La performance provinciale, purtroppo, non regge il confronto con quella lombarda (calo dello 0,5%) e italiana (meno 0,7%), con Bergamo che segna un risultato inferiore sia a livello regionale che nazionale.
Settori in sofferenza e settori in crescita
La flessione delle esportazioni bergamasche si concentra in diversi settori tradizionalmente forti:
- Macchinari: calo del 3,6%.
- Mezzi di trasporto: contrazione del 4,6% su base annua e un pesante meno 13,8% nel terzo trimestre.
- Metalli di base: meno 7,8%.
- Gomma e plastica: meno 4,2%.
- Tessile e abbigliamento: meno 2,2%.
A trainare il mercato in territorio positivo sono invece:
- Apparecchi elettrici: crescita del 5,8%.
- Prodotti chimici: più 3%.
- Generi alimentari: più 2,2%.
Secondo Carlo Mazzoleni, presidente della Camera di Commercio di Bergamo, il calo complessivo riflette le difficoltà di alcuni comparti chiave, ma mostra segnali di ripresa in altri. «Nonostante la crescita del terzo trimestre, il bilancio dei primi nove mesi resta negativo per molte categorie tradizionali, a fronte di buone performance di chimica e apparecchi elettrici», afferma Mazzoleni.
Mercati di riferimento: Europa in calo, segnali positivi dalla Cina
Analizzando i principali mercati di destinazione, emerge una netta differenziazione geografica.
- Germania: il primo partner commerciale della provincia subisce una contrazione del 3,5% nei primi nove mesi (2,5 miliardi di euro), nonostante una leggera crescita nel terzo trimestre (+0,5%).
- Francia: calo marcato delle esportazioni del 6%.
- Stati Uniti: arretramento del 4,6% su base annua, con una flessione ancora più forte nel terzo trimestre (meno 7,2%).
In controtendenza troviamo:
- Cina: crescita del 13% nei primi nove mesi, nonostante un calo significativo nel terzo trimestre (meno 12,4%).
- Regno Unito: recupero post-Brexit con un aumento delle esportazioni del 5,6% nei primi nove mesi e un significativo +14,5% tra luglio e settembre.
Questi dati, diffusi dall’Istat, evidenziano una dinamica complessa: i principali mercati europei e nordamericani mostrano segni di rallentamento, mentre la Cina e il Regno Unito rappresentano segnali di speranza per le imprese bergamasche.
Bilancia commerciale e importazioni
Tra gennaio e settembre 2024, il saldo della bilancia commerciale resta positivo per 4,953 miliardi di euro, ma risulta inferiore ai 5,225 miliardi dello stesso periodo del 2023. Questo è dovuto in parte a un leggero aumento delle importazioni (10,335 miliardi di euro, pari a +0,5%).
Prospettive future e strategie per il rilancio
I dati confermano le sfide strutturali dell’export bergamasco, con difficoltà nei settori tradizionali e una crescente concorrenza internazionale. Tuttavia, la crescita in comparti come chimica, apparecchi elettrici e alimentari, unita ai segnali positivi provenienti da mercati come Cina e Regno Unito, lascia spazio a un moderato ottimismo.
Secondo Mazzoleni, è essenziale puntare su innovazione, diversificazione dei mercati e rafforzamento delle relazioni commerciali con partner emergenti. Solo così le imprese bergamasche potranno tornare a crescere in modo sostenibile, anche nei mercati più sfidanti.
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