Aimiose Osarumwense, il 46enne che il 28 marzo 2024 uccise la compagna Joy Omoragbon nel monolocale che condividevano a Cologno al Serio, potrebbe essere assolto per totale incapacità di intendere e volere al momento del delitto. È questa la richiesta avanzata in tribunale sia dall’accusa che dalla difesa durante il processo.
L’omicidio avvenne in seguito a una serie di difficoltà personali vissute dall’imputato. Osarumwense colpì Joy, 48 anni, con numerosi fendenti all’addome e al torace, usando un coltello, ponendo fine alla sua vita. Subito dopo il tragico episodio, fu arrestato e posto sotto custodia.
Le indagini hanno portato alla luce un passato di fragilità psichica dell’uomo. Già nel 2013 Osarumwense aveva minacciato la compagna con un coltello, venendo sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio (TSO) e successivamente preso in carico dai servizi di salute mentale. Dopo un periodo di miglioramenti, la situazione peggiorò di nuovo alla fine del 2023, quando l’uomo perse il lavoro. Da quel momento, le sue condizioni psicologiche si deteriorarono rapidamente, culminando nel tragico epilogo dello scorso marzo.
Il pm e la difesa concordano sul fatto che l’imputato, al momento del delitto, non fosse in grado di intendere e volere a causa di una grave patologia mentale. Per questa ragione, entrambi hanno chiesto l’assoluzione e il ricovero presso una struttura psichiatrica per la necessaria tutela e riabilitazione.
Il caso ha sollevato molteplici interrogativi sull’importanza di un’assistenza continuativa per chi soffre di disturbi mentali e sulla prevenzione di episodi così drammatici. La sentenza definitiva è attesa nelle prossime settimane, mentre il dibattimento resta acceso su come bilanciare le responsabilità penali e la tutela della salute mentale.
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